Una piccola cosa senza importanza
Sacha segue la madre, medico di un’Ong che opera in zone di guerra. Ha la sindrome di Asperger e mille strategie per tenere sotto controllo le sue ansie. Adesso si trova in un campo dell’Ong in Congo dove vengono accolti i bambini-soldato che il termine swahili kadogo indica come piccole cose senza importanza. Lì incontra Destinée, in fuga dai ribelli e determinata a ritrovare il figlio. E’ solo una ragazzina ma non si vuole arrendere e non accetta di lasciare il bambino nelle mani di chi ne farà un nuovo piccolo soldato. Coinvolgerà Sacha, suo malgrado in questo tentativo dalle drammatiche conseguenze.


“Nonna, mi canti una canzone? […] quella che suonava Nonno Pietro con la fisarmonica, durante il pranzo della domenica. Non ricordi?” Attraverso illustrazioni delicate e poche righe di testo, l’albo segue i tentativi di dialogo di una bambina con la sua nonna che non sembra in grado di risponderle. Saprà trovare la soluzione di fronte al suo silenzio.
Ispirato alla storia personale dell’autrice, il graphic novel racconta di Christine e dell’incontro con Moon, intraprendente, allegra e sicura di sé. Vinta la diffidenza iniziale, fra le due bambine nasce una grande amicizia che sarà messa in crisi dall’improvvisa malattia che colpisce Moon. Christine ormai contava sull’amica per tutto e dovrà rivedere il suo atteggiamento per non perdere una delle cose più belle della sua vita.
Siamo nel Medioevo e quando a Bianca viene comunicato chi sarà il suo sposo, manifesta il desiderio di poterlo conoscere prima di accettarlo come marito. Mentre il fratello frate predica contro la corruzione e il malcostume, la madrina le offrirà l’opportunità di realizzare quanto desidera con un travestimento che le permetterà di avvicinarlo. Ma i risvolti saranno inattesi e la storia di Bianca, con ironia e leggerezza, permette di riflettere sui ruoli codificati e sulla possibilità di essere se stessi.
“E vorrei urlarlo in faccia a tutti che io, Alida Aspesi, sarò pure nata fascista perché non ho avuto scelta, ma adeso che so come stanno le cose, che i miei occhi davvero vedono, io scelgo di non esserlo. Non so ancora bene chi sono, ma di certo non sono questa divisa”. E’ ambientata alla fine degli anni ’30 del Novecento in un paesino al confine con la Svizzera, la storia di Alida che, di fronte alle leggi razziali e alle minacce subite dalla zia e dal padre, decide da che parte stare.