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Autore: Annalisa Brunelli

Oh!

Un albo senza parole che propone una catena di immagini apparentemente slegate fra loro che rimandano sempre a qualcosa di diverso in un susseguirsi di sorprese all’apertura delle pagine ripiegate. E così una tazzina di caffè può diventare una nave mentre una scarpa può diventare un drago in un divertente gioco che permette sempre nuove narrazioni.

Chiedimi se sono felice

Basato su un ciclo di incontri organizzato dall’associazione La mongolfiera che raccoglie famiglie e volontari, il libro propone una raccolta di testimonianze di genitori che rivivono la propria esperienza di accettazione della disabilità dei figli alla luce di una profonda fede.

Diritti umani in emergenza

Con il suo altissimo costo sociale in termini di vite umane e di garanzia del diritto alla salute fisica e psichica, la pandemia da Covid-19 si è rivelata uno “specchio” della tenuta dei principi di eguaglianza e non discriminazione, amplificando le diseguaglianze sociali e generandone di nuove. Tra i soggetti che più hanno subìto l’impatto negativo della pandemia sulle loro vite, ci sono le persone con disabilità e quelle anziane non autosufficienti, i cui diritti umani sono stati violati con più frequenza e maggiore facilità, per la presenza di barriere istituzionali, ambientali e attitudinali, in gran parte diffuse già prima della pandemia, e che quest’ultima ha accentuato. Il volume propone una riflessione su questo impatto, centrando l’analisi su stigma e istituzionalizzazione, accessibilità, discriminazioni multiple delle donne con disabilità, caregiving.

La straniera

“La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato”. Come si racconta una vita se non esplorandone i luoghi simbolici e geografici, ricostruendo una mappa di sé e del mondo vissuto? La protagonista di questo intenso romanzo si muove tra la Basilicata e Brooklyn, fra Roma e Londra, dall’infanzia al futuro in un’avventura che unisce vecchie e nuove migrazioni senza smettere di disegnare nuove rotte: per studio, per emancipazione, per irrimediabile amore. Per intenzione o per destino, perlustra la memoria e ne asseconda gli smottamenti e le oscurità, disorientata da un passato magnetico e incontenibile con distinzioni sociali irriducibili e segnata dalla diversità fisica dei suoi genitori che sono sordi e al senso di isolamento derivato dal deficit oppongono un rapporto passionale e iroso. Così dimostra che la storia di una famiglia, delle sue voci e delle sue traiettorie, è prima di tutto una storia del corpo e delle parole, in cui, a un certo punto, misurare la distanza da casa diventa impossibile.

Dire le diversità

Inserimento, integrazione, inclusione. Tre parole per dire la stessa cosa? Oppure indicano concetti diversi? Una riflessione sull’uso delle parole, sui loro reali significati e sull’uso corretto che bisogna farne per parlare in modo civile e rispettoso insieme alla proposta di un manifesto per l’inclusione perché “anche l’inclusione ha bisogno di sentinelle; sarebbe bello che in ogni comunità e all’interno dei nostri contesti formativi, lavorativi e sociali […] fossero presenti e vigili dei cittadini attenti ai livelli di guardia e pronti a richiamare l’attenzione sui rischi che i valori e i diritti dell’inclusione stanno correndo in modo che possano essere prese contromisure prima che sia troppo tardi”.