Per sempre Giò
“Per ventisei anni, io e Giò avevamo faticato a trovare perfino qualcuno che fosse disposto a venire a prendere un gelato insieme a noi e di colpo ci ritrovavamo in mezzo a tanta gente che voleva conoscerci […] sono sicura che da lassù, nel vedere i suoi nuovi amici, è orgoglioso. C’è chi mi racconta che se ne sta seduto vicino a una sedia vuota con il libro appoggiato mentre l’Inter gioca”. Dalla voce della madre, il racconto del figlio che il Covid si è portato via.


Giornalista e scrittrice, da sempre Francesca Mannocchi ci offre il suo sguardo dalle zone di guerra. In questo libro prova a raccontarlo anche ai ragazzi. Iran, Libano, Siria, Ucraina: sono solo alcuni dei paesi di cui traccia la storia aiutando a capire ragioni e conseguenze dei conflitti. Lo fa come sa fare lei, attraverso un’analisi della situazione politica ma anche attraverso le storie delle persone che in mezzo a quelle guerre ci stanno vivendo o ci hanno vissuto.
Suzy Lee torna con un nuovo libro che parte da lontano, per la precisione da Vivaldi e dalle sue Quattro stagioni: l’autrice coreana sceglie di portare sulla carta l’estate, con i suoi giorni di sole, i giochi d’acqua, ma anche i cieli che si rannuvolano e i temporali improvvisi. L’orchestra sale sul palco, si prepara e… lo spettacolo ha inizio! Sulle pagine bianche si alternano i musicisti che suonano, concentrati e rapiti, e i bambini che giocano nel caldo pomeriggio estivo. Un pomeriggio che ripercorre, imprevedibile e cangiante, i tre movimenti con cui Vivaldi ha messo in musica questa stagione: ben presto si alza il vento, si scatena un acquazzone, per poi lasciare di nuovo posto al sole in un’esplosione pirotecnica e magistralmente equilibrata.
Un momento di tenerezza fra un papà e la sua bambina che racconta cosa sogna la notte “devo prendere il treno papà. Sono sola e non so come arrivare alla stazione. Allora inizio a correre. E corro, corro, corro, trascinandomi dietro una grande valigia”. Ma nel sogno la bambina non riesce a salire su quel treno che parte senza di lei, lasciandola sola. È il momento, per il padre, di abbracciarla forte e cercare le parole per aiutarla ad affrontare la morte della mamma.
“Nicky nacque nel 1909 in un secolo pieno di promesse”, era inglese, studiò e lavorò fino al 1938 quando un amico lo invitò ad andare a Praga. E lì la sua vita cambiò. L’avanzata del nazismo e la politica di conquista di Hitler mettevano a rischio la vita dei bambini, in particolare di quelli ebrei. E così Nicky tornò in patria dove organizzò il trasporto dei bambini e trovò le famiglie che potevano accoglierli. “Seicentosessantanove bambini di tutte le età arrivarono a Londra sani e salvi”. Vera era uno di quei bambini. La storia vera di un uomo che non raccontò a nessuno quello che aveva fatto fino a quando la moglie ritrovò la documentazione di quei viaggi e ha permesso a quei bambini di ringraziarlo per aver loro salvato la vita.