La mia nonna ratto
La nonna di Sveva è morta da poco e la bambina ne sente molto la mancanza. Un giorno, entrando in casa, vede un topo sulla poltrona preferita della nonna e, esaminandolo da vicino, si accorge che si comporta proprio come lei: stesso colore rossiccio, stessi cibi preferiti, stesso modo di arruffarle la testa sulla poltrona. Come è possibile? Una storia lieve per affrontare il dolore del distacco.
Nel mondo dell’autismo
Il dibattito attuale contrappone una visione dell’autismo come deficit da trattare ad una visione che lo vede come una mente particolare che agisce fra molteplici varietà di menti. Partendo da qui, il libro vuole andare oltre e per questo propone un approccio che tenga insieme le determinanti biologiche, psicosociali e ambientali. Solo con questo approccio, sostiene l’autore, possono essere sviluppati studi operativi che affrontino finalità e percorsi, strategie da privilegiare e contesti da tenere sempre in primo piano.
Coso – E gli altri

Un albo e un romanzo illustrato che narrano la stessa storia vista dagli occhi dei due protagonisti e mostrano come ci sia possibilità di salvezza attraverso il fare arte. E così nell’albo vediamo Coso, l’amico immaginario di Anna, che la sostiene nei momenti difficili e l’aiuta ad accettare la sua unicità. Nel romanzo illustrato, è invece Anna che racconta dei tanti incontri, a volte belli, spesso difficili. E se prima era schiacciata dal giudizio degli altri ed era definita come “Scomoda. Divergente. Disabile. Distratta. Stordita…”, poi, con l’aiuto di Coso, cresce sempre più sicura di sé e nello sguardo degli altri si vede come “Divergente. Tosta. Vera. Infinita. Preziosa. Anarchica. Stellare. Sfaccettata. Innovativa. Intramontabile. Una rivelazione. Artista”.
Buchi neri
Un racconto breve che fotografa con grande sensibilità le dinamiche familiari fatte di affetto e fatiche fra Lavinia che ha una mente è brillante ma non riesce a esprimersi bene e non è autonoma nemmeno nei movimenti e sua sorella Alice, a cui è unita da una connessione quasi telepatica, e che la aiuta nella gestione quotidiana. Vivono insieme alla madre, vedova, piegata dal quotidiano carico di dolore e responsabilità. Legami profondi fatti di affetto, empatia e vicinanza ma anche di desiderio di indipendenza e libertà da vincoli familiari non sempre facili.
La grammatica del bianco
“Damien partì dritto con uno dei suoi discorsi che con il tempo avrei imparato ad amare […] stavolta disse che un punteggio, in ogni caso, nel tennis e fuori, non è una valutazione. Le valutazioni sono una trappola, continuò, le qualità di una persona non sono misurabili. Siamo sempre noi stessi, Warren, noi non siamo i nostri risultati. Quando la maestra ti dà una A in matematica, non sta dando un voto a te. Non sta dicendo quanto vali tu, sta dicendo solo quanto valgono le cose che sai. Ai punteggi bisogna dare la giusta importanza, ai punteggi non devi consentire di sminuire una persona”. Il racconto della finale di Wimbledon del 1980 e della sfida fra Borg e McEnroe, raccontata da un ragazzino con deficit di attenzione che fa il raccattapalle al torneo.

