Le ventisettesveglie di Atena Ferraris
“Siamo tutti diversi, e quindi nessuno è diverso. Anzi: siamo tutti diversi, e quindi nessuno è strano. Non c’è niente di strano nell’essere diversi. La vera stranezza è non essere strani” dice la madre di Atena, con cui la figlia si confronta quotidianamente, anche se solo nella sua testa. La madre è morta, lei vive da sola in compagnia di ventisette sveglie per ricordarsi ogni giorno di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Così mantiene l’equilibrio, aiutata anche dalla rivista di enigmistica che cura personalmente. Atena ha un gemello che la trascinerà ad una scuola di magia dove pare sia stato commesso un crimine. Costretta ad abbandonare il suo guscio, lo aiuterà a risolvere il mistero e scoprirà che può mettersi in discussione e provare ad aggirare qualcuna delle regole che si è costruita senza che sia la fine del mondo.
Al di là del fiume
Cociacchi e Tatarri convivono placidamente anche se gli uni amano gli orsi e vivono nelle case e gli altri amano i falchi e vivono nelle tende. Ma tutto cambia quando un banale litigio fra due ragazzini viene preso troppo sul serio dagli adulti tanto da scatenare una guerra. La storia viene raccontata da entrambi i punti di vista, basta capovolgere il libro per scoprire che, alla fine, bastava ascoltare i bambini! Un’idea divertente per un libro che permette numerose scoperte se si osservano con attenzione le illustrazioni e le storie dei diversi protagonisti. Uno per tutti, il grande Arbusto, personaggio epico e venerato che, si scoprirà, è ben diverso da quello che appare.
Il tram numero fiore
“Laura raccontava sempre storie incredibili. Parlava di un tram dove succedevano cose straordinarie. Non le credeva nessuno, tranne Omar che era spesso silenzioso e malinconico”. Quando confessa all’amica che ha tanta nostalgia di casa, Laura lo invita a partire con lei su di un vecchio tram arancione. Sarà l’inizio di un viaggio incantato, toccheranno luoghi soffusi di magia, incontreranno personaggi misteriosi che salgono e scendono alle varie fermate. Al rientro Omar sarà più sereno e la loro amicizia più forte.
Prendimi se cado
“È questo il significato di essere fratello e sorella – disse lei – È il significato di famiglia. C’è un vecchio modo di dire, piccoli miei “i fratelli e le sorelle ti prendono se cadi”. Se qualcosa va storto, e non deve per forza essere importante come un incendio […] l’altro dovrà sempre essere lì ad aiutarlo”. È così che sono cresciuti Ashleigh e Aiden, gemelli identici, che vivono una vita privilegiata e protetta, tra scuole e case di lusso mentre il mondo, là fuori, sopravvive a stento dopo gli ingenti danni causati dal cambiamento climatico. Siamo in un futuro non precisato, dove i progressi dell’intelligenza artificiale, di cui si occupa la madre, sono impressionanti e i pochi privilegiati non sono toccati dalle sofferenze di chi vive all’esterno della loro cerchia dorata. Ma dopo un incidente ad un campo estivo, Aiden comincia ad affrontare la realtà e non si accontenta più del ruolo di protettore della sorella. Questo suo atteggiamento fa venire a galla un segreto che la madre aveva loro accuratamente nascosto e che costringerà tutti a scelte dolorose e molto difficili.
Pimpa e la scuola di Tito – Pimpa e la gita nella foresta
Due albi illustrati interamente in simboli per due storie dell’amatissima Pimpa che, in un caso, aiuta Il tucano Zuzù a tornare a casa mentre nell’altro va a scuola mentre il piccolo Tito, rimasto a casa, vuole imitarla e si fa aiutare da libri e colori per imparare, come lei, a leggere e scrivere. Gli albi sono usciti in occasione dei suoi 50 anni, con la collaborazione della Fondazione Paideia che ne ha curato questa versione. Un regalo per i piccoli lettori che hanno difficoltà ad accedere ai codici comunicativi tradizionali.

