Skip to main content

Archivi:

Eli sottovoce …. Le matite

Eli è una libellula che non si arrende mai, trova sempre una soluzione creativa anche quando sembra che niente vada come dovrebbe. In questo caso è alle prese con una scatola di matite con cui vorrebbe costruire una torre. Un formato alto e stretto per una storia senza parole in cui sono le illustrazioni, e quindi la fantasia, i principali protagonisti. Ognuno può leggere la storia come vuole, secondo le sue competenze, la sua sensibilità e la sua immaginazione.

Scritto il . Pubblicato in .

Salgo a fare due chiacchiere

“… adesso mi sento più serena e penso che papà sia davvero in buone mani. Mani di altri che fanno bene quanto le nostre, e questa è un’altra bellissima scoperta: accettare che non ci bastiamo e non siamo indispensabili e la nostra grandezza è nell’affidarsi pienamente a chi può aiutarci. Non è semplice all’inizio farsi da parte per qualcuno che sa fare meglio e più di te, ma poi ti commuovi pensando a quanto senza di loro sarebbe invece impossibile […] Papà ha superato l’intervento. Ce l’ha fatta. Apparentemente sembra sempre uguale, ma sta facendo del suo meglio, lo sento. E’ con noi, a modo suo, ma è con noi. Non si può pensare diversamente […] Ogni giorno prego molto perché lui stia bene, non perché torni come prima, ma perché stia bene e mi senta e mi capisca. Prego così perché sento che questa è una speranza realistica. Se pregassi per averlo come prima sarebbe un po’ come consumare una preghiera, allora preferisco giocarmela bene […] Che dire ancora? E’ una vita nuova, che piaccia o no c’è e io me la voglio giocare. Fa male pensare così, sì, ma fa anche bene. Fa bene a papà? Spero di sì. Fa bene a noi? Penso di sì”. La storia di un anno passato al fianco di Luciano che un incidente ha ridotto in stato vegetativo raccontata dalla figlia e dai volontari che l’hanno affiancata. Tutti veri i protagonisti e la storia a cui l’autrice ha solo prestato la penna per farne un libro e raccontarla a tutti .

Scritto il . Pubblicato in .

Giovani adulti con DSA

Gli autori affrontano il tema dei disturbi specifici di apprendimento negli adulti, esaminando le indicazioni normative e ministeriali, l’iter diagnostico, gli aspetti psicologici, proponendo strumenti didattici efficaci anche attraverso testimonianze dirette.

Scritto il . Pubblicato in .

La città della stella

“Io e il mio amico Honza fummo presi, portati via da casa e caricati su un treno. E arrivammo alla città della stella”. A Terezin i due bambini cercano di sopravvivere, insieme a tanti altri. Vengono costretti a lavorare ma trovano anche il tempo di giocare e cantare, finchè non viene il momento di ripartire. E la destinazione è Auschwitz. “ Ad Auschwitz c’era una corda con la quale gli orchi controllavano le altezze dei bambini, era lunga 150 centimetri e chi non raggiungeva quella misura finiva nelle camere a gas. Honza era alto 149 centimetri. Aveva 14 anni”.

Scritto il . Pubblicato in .

La città che sussurrò

“Ci sono dei nuovi amici in cantina, Anett – mi disse la mamma quando mi svegliai – è ora di portargli giù la colazione”. E’ una bambina la protagonista di questa storia di resistenza e coraggio che non tutti conoscono. Quando la Danimarca fu invasa dalle truppe naziste, il popolo reagì senza grandi clamori, semplicemente nascondendo gli ebrei danesi nelle proprie case, nei propri fienili, nelle proprie cantine. Già questo sarebbe stato molto, ma i danesi fecero di più: li aiutarono a fuggire nella neutrale Svezia dove la quasi totalità di loro, circa settemila,  potè salvarsi.  Dal piccolo villaggio di Gilleleje ne partirono circa 1700 che, come racconta questo bel libro, furono aiutati a raggiungere il porto dagli abitanti che, dalle porte di casa, sussurrarono nella notte le indicazioni giuste.

Scritto il . Pubblicato in .
Canguro Papini

Cerca nel sito

Archivi