Scrivere facile non è difficile
“Non comprendere un testo, non riuscire a seguire una storia scritta, può essere motivo di grande frustrazione per una persona”. Occorre porre attenzione a come si scrive e a chi ci si rivolge: la scrittura Easy To Read (ETR), cioè lo scrivere in modo controllato, è un passaggio necessario per il diritto alla cultura e all’informazione accessibile. Significa porsi la domanda di chi sia il destinatario cui ci si rivolge, quale sia il suo grado di cultura, la sua difficoltà di comprensione; poi, nello stesso momento, chiarire cosa si vuole dire e quali sono gli obiettivi nel farlo. Infine si deve prendere in considerazione il contesto in cui si opera che comprende, fra le altre cose, anche lo strumento utilizzato per comunicare. Scrivere “semplicemente” non significa banalizzare o abbassare il livello culturale, ma proprio l’opposto: significa essere maggiormente consapevoli di quello che si scrive. Il volume è corredato di esercizi ed esempi utili per fare pratica con la scrittura Easy To Read.
Manuale di guerriglia urbana per bambine e bambini che vogliono conoscere e difendere i loro diritti
“Il titolo […] forse sembra eccessivo, sicuramente non piacerà a molti adulti. La guerriglia è spesso violenta e quindi si potrebbe pensare che si vogliano educare i bambini ad essere violenti, ma non è affatto così. La guerriglia è quella forma di lotta che di solito utilizzano i più deboli, poveri, privi di mezzi, contro nemici più forti e più organizzati. I bambini sono evidentemente più deboli degli adulti […] per questo devono inventarsi dei mezzi di lotta più furbi e creativi, denunciare le violazioni degli adulti scrivendo lettere, protestando pubblicamente, facendo insomma una guerriglia. Pacifica, ma insistente e senza paura”. Un esame di alcuni articoli della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che indicano le forme con le quali i bambini possono e debbono partecipare attivamente alla vita delle loro città. Sono gli articoli meno conosciuti e meno rispettati.
A scuola è il respiro del mondo
“Tutti gli alunni sono diversi e a tutti deve essere possibile arrivare all’espressione delle proprie capacità e potenzialità, di qualunque grado e misura esse siano”. Il nostro modo di pensare la scuola è infatti il nostro modo di pensare il mondo. La funzione che attribuiamo alla scuola e ai servizi educativi è una cartina al tornasole che evidenzia qual è la nostra idea del rapporto fra gli adulti e i più giovani. Impegnarsi per rendere l’apprendimento il più possibile accessibile a tutti gli studenti è l’aspetto concreto di una visione sociale in cui la scuola si fa realmente inclusiva, capace di offrire percorsi calibrati sulla consapevolezza che l’eterogeneità è il fondamento del gruppo classe. Se, come è scritto nel Talmud, il mondo non si regge che sul respiro dei bambini che studiano, l’esperienza a scuola deve essere viva, aperta, feconda e significativa per tutti gli allievi. E la lezione come cambia in una scuola inclusiva e accessibile?
Le pagine di questo libro sono uno strumento necessario per pensare alla scuola e al mondo in termini di accessibilità, premessa indispensabile per sentirci tutti inclusi.
Grammatica dell’integrazione
“Guardare la realtà attraverso le storie, tenere accesa la curiosità verso la diversità e l’unicità delle persone, tutte, italiane e straniere, aiuta ad immaginare punti di vista nuovi, aiuta a vedere l’invisibile. C’è bisogno, certo, di leggi e di politiche chiare, di risorse, di manutenzione e costante rammendo e bisogna aver cura e accompagnare i tentativi reali di integrazione. Ma c’è bisogno anche di coltivare visioni, di immaginare un futuro possibile […] servirebbe una “grammatica dell’integrazione” che insegni a costruire il senso del possibile, che aiuti a scegliere i materiali e le tecniche utili per coltivare visioni. Per chi lavora con le nuove generazioni è quasi obbligatorio coltivare il principio speranza: non smettere di provare a fare il mondo come dovrebbe essere”. E per fare questo possono essere utili anche strumenti inusuali, calzature, copricapi, figurine dei calciatori che l’autore presenta raccontando percorsi e progetti per una convivenza possibile e necessaria.
Ciao Stella!
Cosa fa un bimbetto con le ali, solo soletto, circondato da un paesaggio arido e spoglio? Ma ecco che un omone con la testa a stella e capace di volare lo condurrà ad esplorare la notte e le sue meraviglie. Lo riporterà al luogo di partenza con un fiore e l’implicito invito a riportare la bellezza sulla terra.

