I cuscini magici
Nel regno di Arraffone non c’è spazio per la felicità, sono vietate feste e divertimenti e l’intero popolo costretto a lavorare per il tiranno lo detesta profondamente. L’introduzione di incubi nei cuscini di tutti i sudditi impedisce loro anche di sognare. Sembra che non ci sia più alcuna possibilità di salvarsi… ma qualcuno scoprirà il modo per sconfiggere il dittatore e costringerlo alla fuga.
La bambina con due papà
Pearl aspetta con ansia la nuova compagna di scuola e quando scopre la composizione della sua famiglia non vede l’ora di andarla a trovare. Quando viene invitata a cena “Pearl non vede l’ora che sia domani. Se con il suo papà si diverte tantissimo, figuriamoci con due! A casa di Matilda passerà una serata fantastica! Se ai papà di Matilda piacciono le torte e le caramelle come al mio, forse per cena avremo un sacco di dolci, pensa Pearl”. Si aspetta quindi cibi deliziosi e giochi divertentissimi ma scoprirà che anche là ci sono regole da rispettare e che le due famiglie non sono poi così diverse.
L’uovo nero
“In una casetta di campagna vivevano una contadina e la sua gallina. Cioè, una gallina e la sua contadina. Insomma, la contadina e la gallina vivevano insieme e stavano bene così”. Si apre così la divertente rivisitazione della fiaba di Luigi Capuana da cui ha preso il nome la casa editrice di Sante Bandirali che ci narra di un uovo nero donato ad un re e covato da una regina, di un galletto che diventerà principe ma non rinuncerà alle sue origini.
Persone con disabilità : politiche, sostegni, interventi, servizi
“…abbiamo le parole giuste, ma ad esse non corrisponde più una realtà, che possa dare concretezza al loro senso profondo, basato su un riconoscimento dei diritti della persona con disabilità ad una vita qualitativamente buona e affine a quella di tutte le altre persone. Silenziose avanzano altre parole, che probabilmente erano le stesse del passato. Economie di scala. Contenimento della spesa. Irrecuperabilità. Priorità diverse. Ma c’è un po’ di pudore a pronunciarle. Le si lascia agire, scaricando tutta la contraddizione sui servizi stessi”. Una riflessione sulla possibilità di superamento del modello assistenziale nella direzione di un modello dei diritti che metta al centro la persona, seguita da un approfondimento del tema dell’inclusione scolastica.
Cinque passi per una scuola inclusiva
“E’ necessario ripensare alla cultura e alle competenze di noi insegnanti e, insieme, alla capacità critica che siamo in grado di sviluppare riguardo alla cultura di cui facciamo parte e in cui siamo immersi, a partire dal linguaggio, dai pensieri, dagli atteggiamenti e comportamenti che viviamo nella scuola con più o meno consapevolezza”. Nato da un progetto di formazione realizzato nella provincia di Terni che ha raccolto una rete di scuole e dirigenti scolastici, il libro ne propone documenti e riflessioni. All’origine del progetto il tentativo di rispondere a due domande: è possibile trasformare la didattica di un’intera scuola? E ancora, è possibile ricalibrare passo passo ogni relazione educativa per renderla veramente inclusiva?

