Prendi una lacrima
“Prendi una lacrima. Mettila in un bicchiere. Una lacrima è mare, è l’oceano in tempesta […] ma poi pianta una lacrima. Pensala come un seme, un seme un fiore un frutto, qualcosa che era brutto e diventa bellezza, e diventa bontà. Vedrai, succederà”. Un albo illustrato per raccontare la fragilità e la sofferenza, per dire che piangere non è sbagliato, che le emozioni vanno vissute e le si può raccontare.
Il gufo Orazio
Un albo senza parole per raccontare l’eterna paura del diverso e di ciò che non si conosce: un fiume separa due villaggi nel bosco. Vediamo gli abitanti, molto simili fra loro, condurre la loro vita serenamente. Non si conoscono e inizialmente si ignorano ma basta una piccola scusa per scatenare la guerra.
Morris: il bambino che trovò il cane
Il piccolo protagonista vive dalla nonna “solo per un po’. Perché era meglio così, diceva sua nonna. Perchè erano successe cose tristi”. Non sappiamo di più, possiamo immaginare diversi scenari ma quello che importa è che Morris è solo con lei e la sua cagnolina Houdini che tende sempre a scappare. Ed è lui che deve andare a cercarla. E mentre segue le sue tracce sulla montagna piena di neve, si imbatte in un altro ragazzetto che lo minaccia. Dopo il primo impatto, i due trovano il modo di parlarsi e scopriranno che le cose non sempre sono come sembrano e che tutti hanno diritto ad un abbraccio.
Nessuno sa
“Tutti sanno della pelliccia del puma. Nessuno sa dei suoi pensieri”. E così di seguito, vediamo in successione altri animali di cui in una prima pagina viene descritta una peculiarità ben conosciuta mentre nella pagina successiva se ne evidenzia un’altra meno nota. E così, fra gli altri animali, Arianna Papini riabilita la cicala che canta tutta l’estate ma prima ha vissuto e lavorato anni sottoterra e ci mostra lo squalo feroce che però è necessario al mare. Un bellissimo albo che invita all’umiltà e all’attenzione e suggerisce che non bisogna fermarsi alla prima impressione ma bisogna saper guardare davvero.
Lo sgabuuuzzino
Interamente in simboli, l’albo racconta del signor Gino alle prese con strani rumori che provengono dal suo appartamento e disturbano tutto il palazzo. Quando capisce da dove provengono decide di indagare. In un dialogo improbabile con il suo sgabuzzino, riscoprirà i ricordi del suo passato di cui deciderà di prendersi cura.

