L’età di mezzo
Quattro amiche cresciute insieme, che più di una volta hanno dovuto affrontare il tema proposto dalle insegnanti e rispondere alla stessa domanda: cosa vuoi fare da grande? Sogni, desideri di bambine che si scontrano con il tempo che passa, un corpo che cambia e tutte le insicurezze e le paure che il crescere porta con sé.
Accompagnare le perdite
Cinque brevi storie illustrate, realizzate da studenti e studentesse del corso di laurea in Scienze filosofiche e dell’educazione dell’Università di Ferrara, nel corso del Laboratorio universitario “Uno sguardo al cielo”, raccolte in cofanetto. Attraverso la relazione fra una gatta e un merlo e le storie che questo le racconta, le storie offrono uno strumento per accompagnare i più piccoli nell’elaborazione delle perdite.
Diverso – Handicap

“A pensarci bene, l’orchestra è un esempio perfetto di ciò che è diverso, perché non mette a confronto uno strumento con l’altro” dice Fabrizio Acanfora mentre Iacopo Melio sostiene che “dovremmo indossare delle lenti magiche per smettere di vedere e nominare l’handicap”. Due libretti sottili per la collana Scatoline che racconta delle parole, in questo caso Diverso e Handicap, senza spiegarle o definirle una volta per tutte perché, come dichiarano i curatori “le parole sono libere, ed è da come le usiamo che possiamo capire di volta in volta cosa vogliamo dire”.
Papà Montagna
Quando si ritrova in campeggio, Agata, a differenza degli altri bambini, non ne è per niente felice, così, calciando una pigna, si allontana da sola. È arrabbiata, si sente sola e vorrebbe tornare in città dove ci sono gli amici e le sue sicurezze. Una caduta imprevista le mostra i boschi e i monti da un’inedita visuale e “nella pancia sente tutto: caldo dentro e freddo fuori. La terra, l’albero, la formica. L’odore dell’erba e dei minerali riscaldati al sole, piccoli scoppi, cadute, fiori che nascono, appassiscono, le cose che muoiono, quelle che restano”. Potrà tornare dagli altri bambini con il sorriso sulle labbra, pronta per una nuova avventura.
Canto per una casa ritrovata
“Ho sempre amato le cose vecchie […] immaginate quindi la mia emozione – dice l’autrice – quando ho acquistato una vecchia fattoria con una casa diroccata dove erano nati e cresciuti dodici bambini, una casa piena di oggetti che mi spingevano a immaginare le vite vissute tra le sue pareti”. E così raccoglie foglie secche, vestiti, stoviglie e un bottone che prima era una conchiglia e “li ho portati via tutti quei regali della vecchia casa li ho sparsi sul mio tavolo e poi ho temperato la matita mescolato i colori intinto il pennello tagliato e ritagliato e ho iniziato a immaginare tutto quello che è accaduto”.

