L’oro di Ondina
“Una piccola grande donna, nata a Bologna, si è appena ritagliata uno spazio incancellabile nel mondo dello sport. Sono io, Trebisonda detta Ondina. La prima ragazza che ha vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi. Da domani penserò a tutto quello che significa. Ora chiudo gli occhi, perché nessuno interrompa il mio sogno”. Esclusa dalle Olimpiadi di Los Angeles perché considerata sconveniente la partecipazione femminile alle gare, Ondina Valla si prese la sua rivincita a Berlino nel 1936. Questa è la sua storia.
Passo dopo passo
Bruno è un piccolo ippopotamo annoiato, vorrebbe trovare amici con cui giocare ma si sente goffo e solo. Il suo essere sgraziato gli sembra un ostacolo insuperabile. Sarà un uccellino a suggerirgli di guardarsi intorno
L’albero
Grandi illustrazioni accompagnate da poche righe di testo raccontano la storia di un vecchio albero amato da bambini e animali per i quali è rifugio. Quando, un brutto giorno viene abbattuto da un fulmine, i suoi piccoli amici provano un grande dolore che si trasforma in rabbia quando vedono un uomo che ne sega rami e tronco e li porta via. Poi, un giorno d’autunno, scopriranno che non tutto è andato perduto e che da quei rami e da quel tronco è nato qualcosa di bello.
Milly Vodović
Una storia di razzismo e di morte ambientata in una cittadina della Georgia dove vive una piccola comunità di profughi bosniaci, disprezzati ed emarginati. Milly ha dodici anni, non ha paura di niente e non esita a difendere da alcuni bulli che lo perseguitano, il fratello maggiore Almaz che pochi giorni dopo viene ucciso. Pare che la cosa non interessi a nessuno ma Milly non si arrende, non vuole fare come la sua famiglia che porta sulle spalle tante morti a causa di una guerra dolorosa e che cerca di sopravvivere chinando la testa. E così la ragazzina cerca, indaga e, mentre i suoi dubbi diventano certezze, decide di affrontare i colpevoli per ora rimasti impuniti. Non c’è lieto fine né speranza in questo bellissimo romanzo, crudele ma pieno di poesia, che punta il dito contro una società che preferisce chiudere gli occhi per non vedere chi vive lì accanto.
La battaglia della merda
Siamo nel 1334 e i bolognesi non ne possono più dei soprusi di Bertrando del Poggetto, inviato del Papa. Se avevano pensato che la sua presenza in città avrebbe portato lavoro e un po’ di ricchezza, si ricredono presto. Quando vengono costretti anche a combattere contro i paesi vicini senza motivo, cominciano a pensare a come liberarsi di lui. Troveranno un modo molto fantasioso e poco violento per fargli lasciare la città.

