Mino piccolo topo
Il piccolo libro segue la giornata di Mino, un topino vivace e curioso. Sono tanti i NO che il piccolo dice nel corso della giornata mentre cerca di fare da solo. E sono tante le strategie che deve trovare la sua mamma per convincerlo a fare le cose e ad accettare il suo aiuto mentre piano piano impara ad essere autonomo.
C’è un albero in Giappone
È un albero di cachi che ci trasporta a Nagasaki e racconta del giardino dove fu piantato e della famiglia che se ne prese cura. Racconta anche delle guerre che ne hanno rattristato le giornate mentre i bambini gli giocavano intorno. Narra, infine, della bomba atomica e della distruzione che ha seminato. Nel 1945, un albero di cachi sopravvisse davvero e da oltre vent’anni il Kaki Tree Project consegna ai bambini di tutto il mondo le pianticelle di seconda generazione nate dalla pianta madre, chiedendo loro di allevarle e di produrre espressioni artistiche che abbiano come tema l’albero di cachi. Perché nell’arte risiede la capacità di immaginare il dolore altrui e la forza di creare un mondo nuovo.
La guerra è finita
Siamo nel 1918, in Inghilterra, sul finire della prima guerra mondiale. Il papà di John sta combattendo in Francia mentre la mamma lavora in una fabbrica di armi. L’odio verso i tedeschi è feroce e coinvolge anche i bambini. Ma John non ci sta e quando lo zio di una sua compagna, osteggiato da tutti perché obiettore di coscienza, gli mostra le foto dei bambini tedeschi capisce che sono uguali a lui. Sarà a uno di questi bambini che scriverà: “Caro Jan sono un ragazzino come te. Non sono in guerra contro di te. Non sei in guerra contro di me. Il tuo amico John”.
Una stagione in più
“Da qualche notte la testa mi picchia/il male non passa…accidenti, accipicchia/non sto affatto bene, non son più me stessa […] questa sarà una nuova stagione/con tante cose a cui fare attenzione/le do un nuovo nome perché sia perfetta/e scelgo quello di una streghetta”. Mentre cambiano le stagioni, le filastrocche accompagnano una bimba nel suo percorso di cura. Un piccolo libro che può aiutare i tanti bambini che devono affrontare malattie oncologiche e lunghe ospedalizzazioni.
Una mamma svitata
Stella, sta per compiere 13 anni e deve fare i conti con una mamma un po’ fuori da quelli che lei considera i canoni della normalità e di cui si vergogna. Canta brani d’opera, non fa mistero di quello che accade in famiglia e ha sempre idee stravaganti. Così Stella vara il piano “trasformiamo la mamma” nel quale cerca di coinvolgere anche i fratelli. In un crescendo di situazioni divertenti, si intravede tra le righe che anche Stella ha qualche problema nell’accettazione di se stessa. Scoprirà alla fine che la sua mamma non è poi così male e che “esistere è una condizione mentale” e concluderà dicendo: “Mi ricordai di quanto fosse fantastico Siggi. Non gliene fregava un bel niente se la gente lo prendeva in giro per la sua erre. E se il mio fratellino di sei anni stava così bene nei suoi panni, lo stesso avrei potuto fare io. Sorrisi fra me e me. In fondo era una figata che tutti mi stessero fissando”.

