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Sulla mia terra

Francesca Mannocchi.
De Agostini
2024

“È difficile descrivere i volti dei bambini palestinesi che guardano le colonie israeliane. Sono vicini che si osservano, vicini che si temono, vicini che calpestano la stessa terra sentendola propria. Jinan non può andare a scuola e ha paura di uscire di casa. Quando si affaccia alla finestra vede i bambini israeliani giocare e invece lei si nasconde. Si sente senza forze. Mi dice che vorrebbe vivere come tutti i bambini del mondo: senza aver paura di addormentarsi, libera di camminare con i suoi coetanei”. A un anno di distanza dal 7 ottobre, partendo da una cronologia che risale fino alle origini del conflitto israelo-palestinese e approfondendo i concetti chiave, il libro fornisce le coordinate per orientarsi. E raccoglie tante voci come quella della piccola Jinan accanto alla quale risuona forte quella di Iddo, israeliano, che dice: “Non me ne vado perché questo è l’unico posto che conosco, l’unico che chiamo casa. Così, quando le persone mi rivolgono questa domanda, penso che siano le stesse persone che dicono che i palestinesi se ne dovrebbero andare dalla loro terra. Invece io credo che dobbiamo restare tutti qui, perché solo collaborando insieme potremo avere un futuro migliore. E anche se ho paura, non smetterò di volere quel futuro per tutti: israeliani e palestinesi. Insieme”. Francesca Mannocchi ha scritto questo libro nell’estate del 2024, raccontando ai ragazzi uno degli scenari più intricati del mondo “perché non smettiate di credere negli esseri umani”. Da allora nulla è cambiato (se non i numeri dei morti e dei feriti) fino a pochi giorni fa quando una fragilissima tregua ha aperto uno spiraglio di speranza. Aspettiamo che Francesca ce la racconti.

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Albero, tavolo, libro

Lois Lowry
21Lettere
2023

“La mia migliore amica ha ottantotto anni. La mia migliore amica si chiama Sophie Gershowitz”. È un’altra Sophie che racconta del profondo legame che la lega alla vicina di casa con cui condivide merende, giochi e confidenze. I vuoti di memoria e le distrazioni dell’anziana donna però fanno capire al figlio che non può più vivere da sola ed è tempo che sia assistita adeguatamente in una struttura. Ma Sophie piccola non ci sta e, aiutata da un manuale di medicina, la sottopone a numerosi test per dimostrarne la lucidità. Proprio da uno di questi test che le richiede di ricordare alcune parole dopo qualche minuto, scaturiscono i ricordi di un’infanzia vissuta nella lontana Polonia, segnata da povertà, persecuzioni razziali, distacchi dolorosi fino ad una insperata salvezza. Una salvezza che però non comprende tutta la sua famiglia ma solo lei, la più piccola, unica sopravvissuta allo sterminio.

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Fuga nella neve

Sofia Gallo
Salani
2024

Angelo e Lidia sono cugini, lui ha undici anni e lei sette. Oltre la parentela, li accomuna il fatto di essere ebrei. Dopo aver già dovuto rinunciare alla scuola e ad essere liberi, si troveranno a dover rinunciare ai loro nomi e all’abbraccio dei genitori che, per salvarli, li lasceranno nelle mani di amici fidati. I due bambini intraprendono un viaggio tortuoso che li porterà, prima insieme e poi separati, sulle montagne a nord del Piemonte, accolti da donne e uomini coraggiosi che per proteggerli rischiano la vita. Faranno nuove amicizie, arriveranno a capire in che mondo stanno vivendo e da che parte stare. Sempre nell’attesa che tutto finisca e si possa di nuovo stare tutti insieme.

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La bambina con la grande mano verde

Matthew Gray Gubler
uovonero
2024

Lenore è nata con una grande mano verde. Per fortuna è la mano sinistra e può nasconderla sotto una sciarpa di lana. “Ogni notte sognava tutte le cose che avrebbe fatto se soltanto non avesse avuto quella GRANDE mano verde”. Quando si trasferisce teme che i nuovi compagni di scuola si accorgano della sua mano e che la prendano in giro. Mentre si prepara ad affrontare il primo giorno nella nuova scuola, la mano verde comincia a parlarle e le mostra le cose da un altro punto di vista. “C’era una volta una stupenda mano verde che era nata con una piccola escrescenza rosa” …

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Il colore dei nostri giorni

Pascaline Nolot
Einaudi ragazzi
2024

“Ieri papà ha picchiato la mamma. Era un giorno normale, reso plumbeo soltanto dal colore del cielo e dalle urla. Un giorno grigio. Grigio come il cuore degli indifferenti”. Dalla voce di Lyra, quindici anni, scaturisce un racconto di violenze subite, di silenzi e di richieste di aiuto arrivate troppo tardi. Un piccolo libro prezioso che porge una mano a quante non riescono a trovare il coraggio e le risorse necessarie per salvarsi e. spesso, vengono ignorate da chi sfiora la loro vita ma allontana lo sguardo.

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Canguro Papini

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