In cielo, ma dove?
“Senti, ma morto stecchito è uguale a andato in cielo? […] secondo me, è come dico io. Secondo me, quando mamma mi fa vedere la foto di zio Davide e dice che è andato in cielo, vuole dire che è morto stecchito”. Luca ha quattro anni e la scoperta di un uccellino morto è l’occasione per un fuoco di fila di domande che rivolge al fratello maggiore che vorrebbe evitare l’argomento. La morte dello zio è ancora una ferita aperta e non ne vorrebbe parlare. Ma l’insistenza del piccolo farà emergere ricordi belli che fanno stare bene.
L’albero della scuola
“Nel cortile della scuola c’era un albero. Uno solo. A Pedro piaceva correre vicino a quell’albero durante le ricreazioni”. Poi un giorno il bambino guardò l’albero con più attenzione e “gli accarezzò il tronco. All’improvviso, sull’albero spuntò una nuova foglia”. Un albero striminzito e apparentemente secco e le cure di un bambino sono i protagonisti di un albo illustrato che, attraverso una storia semplice, mostra l’importanza del contatto con la natura e del rispetto per l’ambiente.
Imparare a cadere
Per celebrare i suoi 150 anni, la Fondazione evangelica Neuerkerode, in Sassonia, ha incaricato Mikael Ross di realizzare un fumetto che ne presentasse la storia e le finalità. Alla base della Fondazione c’è sempre stata una politica di inclusione e di partecipazione nei confronti delle persone con disabilità mentale. Se inizialmente gli ospiti erano cinque, oggi sono oltre ottocento, su circa milleduecento abitanti della comunità che condividono vita, lavoro e tempo libero cercando di vivere la propria autonomia senza che manchi l’assistenza, qualora servisse. Frutto di due anni di preparazione e di un periodo trascorso nella comunità, il graphic novel, raccontando di Noel che si trova improvvisamente inserito in questa realtà senza rendersi conto di quanto gli sta capitando, descrive con ironia e delicatezza la quotidianità di Neuerkerode, le caratteristiche di chi ci vive, le relazioni fra le persone, le amicizie, i primi amori, le paure e le aspirazioni, puntando anche un occhio sul passato quando i nazisti ne fecero un luogo di sterilizzazioni e deportazioni.
Giacomo di cristallo e altre storie
Terza uscita per la collana Parimenti che, nel centenario della nascita di Gianni Rodari, propone una selezione di cinque fra le sue storie più famose tradotte in simboli per renderle accessibili a tutti, grazie all’impegno del gruppo di lavoro “Librarsi”, un laboratorio permanente di costruzione e produzione di libri accessibili della Cooperativa Accaparlante di Bologna. È la prima volta per l’Italia di un libro in simboli con le storie di Gianni Rodari, e per pubblicarlo ci è voluta l’autorizzazione degli eredi. La moglie e la figlia hanno dimostrato grande sensibilità, capito subito la portata del progetto e concesso i diritti. Gianni Rodari lo avrebbe apprezzato, sarebbe stato contento di vedere la sua “Teresin che non cresceva” farsi spazio in un quadratino per aiutare la mamma ammalata, o “Giacomo di cristallo” fare della sua trasparenza una forza capace di fermare un tiranno.
Joker
La scuola è appena iniziata e il nuovo maestro distribuisce ai bambini un mazzo di carte. Sono tanti jolly che possono utilizzare quando e come vogliono. Potranno decidere di non andare a scuola, di ballare e cantare in classe, per non fare i compiti… Quello che apparentemente sembra un invito a trascurare la scuola sarà l’inizio di una grande avventura. Un libro stampato con criteri di alta leggibilità che lo rendono accessibile anche a chi ha difficoltà di lettura.

