La spada non mi ha salvata
“Tieniti forte. Resistente come una quercia, agile come una gatta selvatica, bella come una dea […] il cuore è solo un bersaglio, non lasciare che lo colpiscano. Ama il rischio, la leggerezza, affezionati al tuo corpo perché è tuo. Tieniti forte, spogliati solo quando vuoi. Perdi le cose. Perditi nei pensieri. Perdi l’equilibrio, perdi te stessa. Accetta un giorno di essere elettrificata, di far passare per le tue gambe un’energia che non conoscevi. Sii diavolo con la sottana, finisci con il tuo volto sulle scatole di formaggini, sui pacchetti di sigarette, nelle statue e nei dipinti. Su mille giornali. Lascia che ti guardino. Arrossisci. Sii preziosa, decidi di andartene ma parlane solo con chi ti lascerà libera di farlo […] Ricorda che tu sei tu, non sei voi. Non sei voi bianchi, voi europei, voi donne, voi bionde, voi schermitrici, voi campionesse olimpiche”. La storia di Helene Mayer, bionda, ebrea nella Germania nazista, ma soprattutto la più grande schermitrice del ventesimo secolo.
La resistenza di Madeleine. La trapunta rossa
In questo secondo volume, Madeleine vive la storia in prima persona, fa parte del Fronte Nazionale degli studenti di Medicina, termina il suo addestramento e partecipa alla lotta partigiana con il nome in codice di Rainer che sceglie per onorare Rilke, il suo poeta preferito. Le sue azioni si intrecciano strettamente con quelle di un famoso gruppo di resistenza, il gruppo Manouchian, con cui combatte e condivide anche le paure e il dolore per le tante perdite, fino all’arresto da parte della Gestapo.
La resistenza di Madeleine. La rosa innescata
I ricordi di Madeleine Riffaud, giovane partigiana francese, impegnata come staffetta partigiana prima della maggiore età, torturata dalla Gestapo, che poi è stata una poetessa e un’inviata di guerra per alcuni importanti giornali francesi, ma che è – soprattutto – un’icona della Resistenza. In questo primo volume il racconto, una graphic novel con due soli colori, il bianco e il blu, si snoda fra la sua infanzia vissuta in un paesino della Somme che è costretta a lasciare insieme alla famiglia allo scoppio della guerra, fino alla sua scelta di impegnarsi insieme a chi lotta contro l’occupazione nazista.
Ondina la cercatrice di Boscobruno
“Un giorno, il grande fiume depositò a riva una ragazzina. Accadde nell’ansa, all’altezza di un certo paesino”. Il suo arrivo in quel paesino piccolissimo creò una certa confusione: la ragazzina si era accampata sulle rive del fiume, non ricordava il suo nome e sembrava avere un passato misterioso. Era allegra, divertente e intraprendente. Cosa bisognava farne? Intanto, riuniti per decidere, gli abitanti decidono di chiamarla Ondina poi si chiedono chi dovrà ospitarla. Così le propongono di passare alcune giornate di prova presso le famiglie disponibili ad accoglierla. Lei intanto esplora i dintorni ed entra anche nella zona proibita del bosco dove incontra un orso cui la guardaboschi sta dando la caccia. Quando il misterioso signor Walz propone, o per meglio dire, impone la realizzazione di un grandioso luna park il paese si divide, alcuni ne vedono tanti vantaggi altri ne temono le ricadute negative. Siamo certi che non potrete fare a meno di amare Ondina e questo romanzo delizioso di cui non sveliamo la fine per lasciarvi tutto il piacere di scoprirla. Il libro è stampato con la font leggimi che ne consente la lettura a chi ha difficoltà.
Brutto anatroccolo a chi?
Un lupo costretto a prendersi cura di un bebè urlante invece di divorare i tre porcellini mentre Cenerentola, abile addestratrice di topolini, deve fare i conti con un pifferaio che li porta con sé. E mentre il gatto con gli stivali viene sconfitto dalla furbizia di un orco, Pollicino e i suoi fratelli decidono di non tornare a casa e vivere con Barbara (detta Biancaneve per via della sua pelle bianca). Dieci racconti divertentissimi e irriverenti ispirati alle fiabe più famose.

