Adesso viene il bello
“Giorgio è il mio figlio “ecologico”, che mi ha insegnato a vivere con meno sovrastrutture, che mi ha mostrato che il figlio buono, quello non difettoso, può scivolare, sbagliare, finire in prigione, subire una violenza, iniziare a drogarsi; tu gli hai parlato di un mondo perfetto, e lui non crederà più nella misericordia, nel perdono e nella meraviglia di rialzarsi. Bé, Giorgio ha sbagliato in partenza, ci ha “delusi” tutti, mi ha fatto addirittura provare la vergogna di una madre che mette al mondo il figlio “fallato”. Ma noi abbiamo scoperto e imparato che questa cosa ci ha reso liberi. La schiavitù di un cromosoma ci ha tolto dall’incastro di pensarci infallibili, di pensarci migliori o forse semplicemente di pensarci, e ci ha regalato la libertà di essere così come siamo”. La storia di una famiglia qualsiasi che si racconta nella sua quotidianità dopo la nascita dell’ultimo figlio, con sindrome di Down.
L’inclusione nella scuola dell’infanzia
Il testo fa il punto sulle pratiche educative e didattiche che favoriscono l’inclusione nella scuola dell’infanzia, offrendo un’analisi dei modelli di riferimento, dal modello individuale all’ICF, dall’approccio capacitante al modello sociale, insieme ad una riflessione su alcuni nodi metodologici quali l’osservazione, la documentazione e la valutazione. In appendice anche una riflessione sulle pratiche di lavoro a distanza attivate in seguito all’emergenza Covid19.
La nostra Londra
Londra è la vera protagonista di questo racconto che vede l’autrice ripercorrere le strade e i quartieri dove ha abitato mentre cresceva il suo amore per la città. Il libro viene ripubblicato ora con un’appendice a cura del figlio che, con ironia e divertimento, ci guida alla scoperta di luoghi, edifici e storie poco conosciute, facendo solo cenni a quanto è stato fatto per rendere la città accessibile anche a chi, come lui, ha difficoltà motorie.
Disabilità e didattica inclusiva
Valorizzazione dell’ambiente educativo e di apprendimento, adozione delle migliori strategie per una didattica inclusiva dove l’alunno è sempre messo al centro. Una riflessione che prende l’avvio da aspetti importanti quali la progettazione, la valutazione e la formazione degli insegnanti specializzati insieme alla considerazione degli aspetti metodologici e didattici con particolare riferimento alle disabilità sensoriali.
La parola ai sordi: il metodo Drežančić
Il testo ripropone il lavoro di Zora Drežančić che ha l’obiettivo di consentire a bambini e giovani adulti con problemi di udito anche importanti di poter recuperare l’uso della parola. Convinta che l’intervento deva essere tempestivo, ha ideato un metodo che mira al recupero del linguaggio ed è fondato sugli stimoli sonori verso cui va focalizzata l’attenzione del bambino tramite il movimento, il ritmo musicale e il gioco.

