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Un’altra scuola è possibile

Gino Aldi e altri
Enea
2019

Il libro raccoglie alcune fra le esperienze più significative di alcuni educatori (pedagogisti, maestri, scienziati, mistici) che hanno sviluppato un approccio olistico dedicando la vita a crescere bambini e ragazzi più forti e sicuri di sé. Le loro storie permettono di leggere l’educazione in una prospettiva naturalistica o attraverso metodi scientifici, antropologici, spirituali o con una vocazione sociale e relazionale. Rousseau, Pestalozzi, Montessori, Lodi, don Milani, Sai Baba e gli altri di cui si parla, hanno guardato al bambino e al mondo come a una globalità interdipendente e interconnessa, sostenendo l’unicità di ogni individuo nei suoi bisogni e nelle sue abilità fisiche, emozionali, intellettuali e nella capacità di imparare.

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Costruire buone e possibili carezze

Elisabetta Cimatti, Lorenzo Trivellini
Città Nuova
2022

Gli autori, partendo anche dalla loro esperienza personale, propongono una riflessione sul progetto di vita di giovani con disabilità cognitive. Tale progetto implica anche un’attenzione specifica alla loro vita affettiva e sessuale e la necessità di avere strumenti adeguati per supportarli nelle relazioni e in scelte responsabili. Nella seconda parte presentano un laboratorio specifico che può attivarne la consapevolezza e l’accettazione di sé.

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Pedagogia e rivoluzione

Daniela Mantovan
Giuntina
2022

Le guerre hanno sempre causato vittime, ma, oltre a morti e feriti, un numero altissimo di vittime «invisibili» sono, ancora oggi, i bambini. In questo volume l’autrice racconta della colonia di Malachovka, alle porte di Mosca, dove, nei primi decenni del ‘900 venivano accolti bambini e adolescenti ebrei di lingua yiddish – una minoranza etnica e linguistica nella Russia sovietica – che andavano inventando giorno dopo giorno un modo nuovo di vivere. La «Repubblica dei Ragazzi» la chiamava il suo direttore. Un bambino la fotografò, altri due ne scrissero la storia. Un documento di coraggio e resilienza un tassello della storia dell’ebraismo ashkenazita e un contributo alla storia della pedagogia moderna.

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La casa di Tolkien

Andrea Pedrana, Roberta Pellegrini
Nutrimenti
2007

Cosa succede quando in uno stesso romanzo si raccolgono fra i protagonisti una nana sposata ad un uomo con un deficit che rende le ossa del corpo fragilissime, un giovane manager, la sua collega, una bella urologa paraplegica, un vecchio con problemi cardiaci, un indiano metropolitano e tanti altri personaggi improbabili, reali e verissimi? E se poi la storia si snoda fra le strade, le case e le cucine di una Torino nebbiosa e freddissima? Vi invitiamo a leggere questa storia e chissà se anche a voi capiterà come a noi (e a Lella Costa che ha scritto la prefazione) che avremmo voluto non finisse mai.

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Adesso che sei qui

Mariapia Veladiano
Guanda
2021

“Abbiamo dovuto inventare un modo di stare con la zia. Non c’era un piano, si è costruito un poco alla volta. […] La malattia mette di fronte a due strade. Vedere solo la perduta normalità, sottolinearla in ogni caduta, défaillance, ogni momento di confusione reale o temuta e quindi inseguire una cattiva imitazione di una normalità perduta. Si cerca di riportare il malato alla realtà ma è un errore, un dolore per i malati. Oppure si impara a lasciarsi portare nella loro realtà, a dire un mare di bugie, buone bugie, che fanno bene. È una diversa normalità, normalità perchè comunque c’è una vita possibile per chi è malato, bella e piena, anche se diversa”. Quando zia Camilla comincia a manifestare i primi segni di smarrimento e di perdita di contatto con la realtà, la nipote trova il modo di aiutarla a vivere lo stesso serenamente.

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Canguro Papini

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