Il burattino e la poesia nascosta
Il libro nasce dal concorso di idee “Cercatori di poesia nascosta” che ha coinvolto numerose scuole italiane con l’obiettivo di promuovere la lettura attraverso il metodo Caviardage applicato al libro di Pinocchio. Del famoso classico, il libro propone la versione completa, insieme ai lavori vincitori, a quelli selezionati e alle unità didattiche per poter continuare il lavoro con i ragazzi.
Trovare la poesia nascosta
“Questo è un libro per educare alla Bellezza”, vuole aiutare a superare il blocco creativo che spesso ci impedisce di esprimersi attraverso la scrittura e insieme vuole spingerci a scoprire o riscoprire spazi interiori nascosti. L’autrice, guida alla scoperta del metodo Caviardage di cui racconta le origini, le metodologie e le possibilità di utilizzo.
Tecnologie e nuovo PEI
Una riflessione sul “ruolo delle tecnologie utilizzate in funzione di mediatori didattici ad ampio spettro e non soltanto come strumenti assistivi […] per promuovere l’accesso alle diverse opportunità e per favorire la partecipazione attiva nel contesto comune, facendo di fatto le cose con gli altri”. Le tecnologie vengono qui esaminate nel loro impiego nella progettazione individualizzata e in accordo con il modello dell’ICF e nelle diverse dimensioni della comunicazione, dell’autonomia, dell’orientamento e delle possibilità di ottimizzazione dei materiali di studio.
Un viaggio che parla di te
Abbiamo lasciato l’autrice, nel suo libro precedente, sul Machu Pichu e lungo la Muraglia cinese dove era andata, dopo l’incidente, insieme ad Andrea che è diventato poi suo marito. La ritroviamo qui, dopo la lunga e difficile parentesi del Covid che le ha impedito di viaggiare come desiderava. Intanto la famiglia è cresciuta, è arrivata Sophie con cui la coppia decide di riprendere a girare il mondo. Questo libro racconta le loro tappe, le difficoltà e i momenti belli che hanno vissuto.
A basso volume
Una riflessione a più voci sul tema della comunicazione per le persone con difficoltà uditive, tra nuove tecnologie ed esigenze individuali. Accessibilità e inclusione devono tener conto dell’aspetto umano, emotivo e comunitario, per venire incontro ai bisogni differenti di un “arcipelago della sordità” composto da persone uniche e diverse. Un’urbanista, una psicologa, un ricercatore e un giornalista, sulla base delle loro professionalità ed esperienze, partono dalle barriere che si sono aggiunte nella fase pandemica a quelle “consuete” per chi ha una disabilità uditiva, per esplorare le diverse possibilità consentite dalle attuali tecnologie per una comunicazione in presenza e a distanza.

