Uno sguardo verso l’alto
Una nuova edizione aggiornata sul progetto sperimentale di basket per persone con disabilità mentale arricchita delle tante esperienze fatte nel corso dei quasi trenta anni di impegno dell’autore e che riporta una ricca casistica, numerosi esercizi pratici e testimonianze dirette.
I limiti non esistono
Andrea Pusateri ha perso una gamba in un incidente quando era piccolissimo ma, sostenuto dai familiari, non si è mai arreso. Ha imparato ad andare in bicicletta prestissimo e, con determinazione, si è allenato per poter partecipare a tutte le gare possibili fino al durissimo Ironman. Qui si racconta con semplicità e con l’obiettivo di “provare a convincere le persone che i limiti spesso sono nella nostra testa e che abbiamo molte più possibilità di quelle che crediamo di avere”.
Autismo al femminile
Ancora oggi la frequenza di diagnosi di autismo nei maschi è molto superiore a quella delle femmine, troppo spesso ignorate o fraintese. Proprio alle ragazze e alle donne, si rivolge l’autrice che mostra come adottare approcci personalizzati che possano consentire di raggiungere il proprio potenziale. Lo fa anche attraverso le storie di Darcey, Milly ed Esther, le loro difficoltà e la loro lotta per affermare la propria identità.
Abitare le differenze
“L’obiettivo principale di questo scritto è di fornire ai lettori qualche elemento di “scomodità” per riflettere, piccoli input per imparare ad amare una professione complessa e, a volte, difficile ma allo stesso tempo profondamente restitutiva; per guardarsi intorno e trovare un proprio modo per entrare con curiosità e disponibilità nell’incontro con l’inatteso, nella relazione tra differenti: senza pietismo e senza certezze, condividendo le cose che funzionano oltre a quelle che non vanno bene, i successi prima e più degli insuccessi”.
Comunicazione efficace inclusiva
Con l’aiuto di alcune storie reali, l’autore suggerisce le migliori modalità per relazionarsi con persone con disabilità partendo dai modi di fare scorretti. Racconta di Cristina, avvocata cui il giudice non si rivolge direttamente preferendo parlare con il suo assistito perché lei è in carrozzina. Una parte del libro è dedicata all’uso delle parole, esaminando quelle che possono essere offensive o sottintendere un pregiudizio. Convita che alla base di tutto ci sia una scarsa conoscenza e una mancanza di esperienza, l’autrice invita a prestare maggiore attenzione alle persone con disabilità, ascoltandole e osservandole, poi le parole giuste verranno da sole.

