Mario Lodi albero maestro
“Mettere al centro della scuola il bambino, liberarlo da ogni paura, dare motivazione e felicità al suo lavoro, dare importanza alla sua vita e ai sentimenti più alti che dentro gli si svilupperanno, questo è il dovere di un maestro della scuola di un a buona società”. Una raccolta di scritti che riflettono sull’attualità del pensiero e dell’azione del maestro di Piadena, accompagnate dalle poesie di Carlo Marconi e dalle illustrazioni di Anna Forlati.
Educare controvento
“Educare è liberare potenzialità, allargare gli sguardi, forgiare e mettere a punto conoscenze e strumenti in grado di moltiplicare le possibilità di scelta di ciascuno […] nella mia esperienza ho imparato che la cooperazione, il ricercare insieme, lo scovare o creare contesti in cui condividere dubbi e domande sono alleati necessari per intraprendere la delicata opera di educare controvento, non accontentandoci di come va il mondo”. Partendo dalle sue esperienze e dai ricordi, l’autore offre uno sguardo sull’educazione e sui compiti della scuola, facendosi aiutare anche da maestre e maestri del passato e del presente che lo hanno formato aprendo prospettive nuove e inattese.
Belli fuori
“Forse, dopo aver letto questo libro, un lettore crederà che io abbia voluto raccontare la bellezza della bruttezza attraverso la scoperta della bruttezza della bellezza, abbia voluto dare dignità a ciò che non è bello, attraverso la relativizzazione della bellezza con la B maiuscola […] non ho cercato di definire la bellezza nella disabilità, ma di suggerirla e di lasciare ad ogni lettore l’avventura di viverla dentro di sé. Non ho voluto dimostrare la bellezza delle persone con disabilità, anche perché ciò non è possibile: non perché non ci sia bellezza, ma perché non si può dimostrare. Possiamo però mettere in dubbio l’uguaglianza bruttezza-bellezza, tante volte data per scontata”. Una riflessione sull’estetica della disabilità, sulla bellezza di quello che si scosta dalla norma.
Biblioteche 0/18 e pratiche di cittadinanza
“Fare esperienze insieme è un antidoto a pregiudizi e narrazioni antisociali: se si condivide qualcosa con l’altro, anche solo il fatto di frequentare gli stessi luoghi comuni, non si aderisce acriticamente al mito della tradizione sotto attacco, l’identità è plurima, mutevole, anche quella comunitaria. Crescere in ambienti che accolgono senza discriminazioni incide sulla capacità di aprirsi alle molteplici maniere di esistere nel mondo. Biblioteche, servizi educativi, scuole, parchi e piazze, sono luoghi che rendono fattivamente esigibili i diritti di chi non ha ancora diciotto anni e quindi il diritto di esprimere formalmente il proprio punto di vista, di denunciare e proporre soluzioni”. Una raccolta di riflessioni sul ruolo attuale delle biblioteche con particolare riferimento a quanto possono fare per bambini e ragazzi.
Per piccole mani
“Se è vero che la letteratura per l’infanzia contribuisce in misura così determinante alla crescita delle bambine e dei bambini è perché certi libri sono capaci di renderli, anche se solo nello spazio compreso tra quei confini narrati, degli autentici lectores in fabula e di far loro vivere per interposta persona le stesse avventure e le stesse emozioni del piccolo eroe o della piccola eroina”. Una raccolta di riflessioni teoriche e proposte operative sul tema della letteratura per l’infanzia.

