Guardami
“Poi ho pensato che, ok, gli occhi mi abbandoneranno, questo è vero, ma chissà quante mille altre cose mi regalerà il futuro”. Le riflessioni di otto giovani non vedenti o ipovedenti su moda, arte, video e tecnologie, fotografia e movimento partendo dalla propria esperienza personale. “Toccare i tessuti, fare il pane, modellare la creta, amare Van Gogh. Sentire, trasmettere, proiettare all’esterno: il sentimento della bellezza si rivela in modi misteriosi, indicibili, invisibili. Forse, per questo, non c’è bisogno d vedere ma, invece, è bene sapere guardare. Guardami. Il primo passo verso la bellezza comincia da qui”.
Scritti imprudenti
Il libro raccoglie una selezione di articoli che Claudio Imprudente ha scritto negli anni. Leggerli insieme, uno dietro l’altro, è come ripercorrere la storia della disabilità in Italia, toccando i temi principali che contraddistinguono il dibattito pubblico: l’inclusione a scuola e nella società, i pregiudizi e gli stereotipi, il rapporto con il corpo e i sentimenti, l’immagine veicolata dai mass media e dalla pubblicità. La sua scrittura ‘imprudente’, leggera e ironica, ci apre dunque le porte per un’ampia riflessione su dove siamo arrivati e dove possiamo ancora andare in merito ad accessibilità, inclusione e rappresentazione delle persone con disabilità.
Il dovere costituzionale di farsi capire
“Al di là delle scritture personali o di uso privato delle opere artistico-letterarie, essere capaci di produrre testi adeguati alle diverse situazioni di utenza, alle caratteristiche del destinatario (più o meno specifico o generico) nonché alle finalità della comunicazione e alle condizioni di recezione, è la base di ogni atto comunicativo […] persistono, anzi sembrano aumentare la scarsa sensibilità e l’indifferenza verso la qualità e l’efficacia della comunicazione di interesse pubblico”. Promosso nel 1993 da Sabino Cassese, allora ministro della Funzione pubblica, il Codice di stile invitava le pubbliche amministrazioni a riflettere sulla qualità della loro comunicazione e offriva loro strumenti e suggerimenti per renderla meno oscura e più vicina ai cittadini e alle cittadine. Nonostante le molte iniziative portate avanti il peggioramento della qualità dei testi legislativi e amministrativi è evidente con pesanti conseguenze sulla vita delle persone e delle amministrazioni stesse. Una riflessione sulle cause e sugli ostacoli, vecchi e nuovi, che non permettono ai nostri testi legislativi e amministrativi di raggiungere standard di chiarezza vicini a quelli dei paesi più avanzati.
Comprendere la disabilità intellettiva
Che cos’è la disabilità intellettiva? Partendo da questa domanda, il volume propone una riflessione e un cambiamento di paradigma sull’identificazione dei deficit che punta su un’attenta osservazione delle diversità individuali e i processi che possono sostenere lo sviluppo. Offre anche un aggiornamento sulle procedure di valutazione e diagnosi, sulle pratiche di comunicazione e i metodi di trattamento delle persone con disabilità intellettiva, con un fuoco particolare su infanzia e adolescenza.
La voce a te dovuta
“Se non costruiamo percorsi di uscita dalla violenza di genere accessibili anche alle donne con disabilità, la mancanza di accessibilità diventa essa stessa una forma di violenza, perchè produce discriminazione”. Attraverso un racconto in prima persona, Valeria Alpi, giornalista e donna con disabilità, fa il punto su un fenomeno ancora troppo spesso invisibile. Raccogliendo le sue personali esperienze, arricchite da interviste a persone che da anni, in Italia, si occupano di migliorare l’attenzione sulla violenza subita dalle donne con disabilità, l’autrice fa in questo libro il punto sulla situazione attuale, sui servizi e sugli sportelli specifici attivi sul nostro territorio, ma anche su quello che ancora c’è da fare per costruire percorsi di uscita dalle situazioni di violenza che siano accessibili alle persone con disabilità.

