Insegnare e imparare la LIS
“Fino a poco tempo fa è stata responsabilità delle persone Sorde imparare l’italiano; ora è tempo di pensare a un modello di inclusione in cui gli udenti condividano il piacere, la cultura, l’ampliamento degli orizzonti, i vantaggi cognitivi, l’accesso, lo scambio e anche la poesia trasmessi dalla lingua dei segni”. Partendo da questo presupposto, le autrici propongono un libro interattivo in grado di favorire l’apprendimento della LIS accessibile a tutti. Al libro è collegata una piattaforma con video del testo segnato in LIS.
Papiro
Quando Sofia e Brando, intellettuali conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, decidono di avere un figlio, lo programmano con grande attenzione tanto che Papiro nasce esattamente quando era stato stabilito nella tabella di marcia e, apparentemente, rispetta tutti i canoni previsti di bellezza, precocità e futura, certa, genialità. Ma “quello che nessuno avrebbe mai immaginato, né programmato, né ancor meno desiderato era ormai davanti agli occhi, anzi, alle orecchie, di tutti. Papiro non parlava”. Se inizialmente questo non pare preoccupare i genitori, pian piano la loro ansia cresce, soprattutto quando scoprono che il bambino non è muto ma declama il contenuto dei libri che mangia con grande piacere. Del resto, tace. Parte così la ricerca di specialisti che possano confortarli e trovare soluzioni. Vengono consultati specialisti di ogni tipo ma anche maghi, astrologi, rapper. Senza risultato. Poi “ultimo venne il bibliotecario” …
Disabilità. Il peso delle parole
Il volume raccoglie le riflessioni pubblicate nella rubrica “Solo una parola” pubblicata sul mensile diocesano milanese Il Segno da febbraio 2023 a maggio 2024. Genitori, libertà, autonomia, servizi… quindici parole che hanno permesso “di verificare il significato di alcuni vocaboli a cui non attribuiamo un particolare valore, pur essendo ricorrenti nel nostro ambito […] fermarsi un attimo e approfondire quali siano le rappresentazioni implicite che si nascondono nell’uso di alcune parole è un’opportunità per verificare quali siano le diverse idee che si incontrano e si scontrano oggi sulla disabilità”.
Umani ibridi
“Ma ora che è passato un decennio da quando sono stato dimesso dal centro di riabilitazione, sento il bisogno di verificare se ho lasciato qualche domanda in sospeso: posso trovare soluzioni nuove e più efficienti? Posso migliorare il mio rapporto con la tecnologia che uso? E cosa forse più importante di tutte: sono totalmente diverso dalla persona che sarei se non avessi messo il piede su un ordigno; posso comprendere l’impatto che certe tecnologie hanno avuto sulla persona che sono diventato?” Una riflessione sulla disabilità, sul rapporto uomo macchina e sui cambiamenti che porta nella percezione di sé e della propria immagine.
Disabilità e narrazioni
Come viene narrata la disabilità? E in che modo? Una riflessione a più voci sul tema che affronta, fra le altre, la tematica connessa all’utilizzo della narrazione come dispositivo di cura e l’analisi delle specificità dei racconti che vedono protagoniste persone con disabilità. Ci sono temi che ritornano, raccontati sempre da differenti punti di vista, come la prima comunicazione quando i genitori scoprono che il loro bambino ha una disabilità. È un momento delicato su cui si gioca una parte consistente del futuro del bambino. E poi la testimonanza di fratelli e sorelle che hanno un racconto decisamente originale, intrecciato com’è con le loro stesse vite. Fra gli altri contributi, quello della psicoanalista francese Simone Korff-Sausse che racconta il suo incontro con le persone con disabilità dal punto di vista di una professionista all’inizio confusa di fronte a persone con le quali deve trovare canali di comunicazione e modi di comprensione completamente diversi, secondo le sue parole “casi clinici intraducibili” che trovano una parziale soluzione non tanto in una diagnosi ma in un ascolto rivolto più che alle parole, al significato estetico, a quanto di bello e artistico si può trovare in questo tipo di rapporto.

