Ignazio che non ci vedeva bene
La storia di Ignazio che ricevette da Babbo Natale un paio di occhialini rossi. Un libro piccino di poche parole che aiuta i bambini a riconciliarsi con un difetto visivo e il fastidio di dover indossare gli occhiali, suggerendo un nuovo modo di guardare le cose.


Il volume affronta il tema dello sterminio dei disabili da parte del nazismo, ricostruendone la storia nel tentativo di comprendere, anche in senso pedagogico, il significato di questo avvenimento che fece fare grandi passi indietro alla storia dell’integrazione, messa in discussione dalle teorie eugenetiche dell’epoca che sostenevano l’impossibilità di educare persone con deficit a cui negavano l’appartenenza alla società civile.
La conchiglia cui fa riferimento l’autrice è la sua carrozzina che la accoglie e la accompagna lungo le sue giornate e i suoi numerosi incontri di cui racconta, delineando brevi ritratti di donne e uomini, disabili e non, laici e consacrati, con cui ha vissuto momenti forti di condivisione, in un percorso di vita che, pur facendo i conti con una disabilità che le impedisce i movimenti, le ha permesso di laurearsi, lavorare e anche prendersi cura della sua famiglia.
Una riflessione sul ruolo della pedagogia speciale che anticipa e orienta il dibattito educativo, a partire dall’analisi delle difficoltà e delle diversità per giungere al loro superamento in una rilettura che ne riconosce il valore e la ricchezza per tutti.