Le parole di Bianca sono farfalle
Un grande albo dalle bellissime illustrazioni accompagnate da poche parole per raccontare la storia di Bianca che “non sente e non parla ma le sue mani sono farfalle che danzano nell’aria e raccontano tutte le storie e tutti i suoni del mondo”. E così impariamo che “Bianca non parla, ma vede cose che gli altri non vedono […]Bianca non sente, ma vede i suoni”. Una storia delicata che aiuta a scoprire capacità dove apparentemente ci sono solo limiti.


“Alberto vorrebbe una bambola. Vorrebbe abbracciarla, cullarla e darle il biberon” ma tutti lo prendono in giro e, ad ogni sua nuova richiesta, il papà gli regala qualcosa di diverso: un pallone da basket, un trenino elettrico. E Alberto impara a giocare a basket e diventa proprio bravo, costruisce una stazione, ponti e gallerie per il suo trenino ma “non smette di desiderare una bambola da abbracciare, cullare e accompagnare al parco”. L’intervento della nonna, che gliela regala, riuscirà a far capire al padre che “ne ha bisogno per poterla abbracciare, cullare e accompagnare al parco. Così quando sarà un papà come te, saprà come prendersi cura del suo bambino, dargli da mangiare, volergli tanto bene e regalargli le cose che davvero desidera, come una bambola per esempio, per allenarsi a diventare un buon papà”.
Una storia per immagini che racconta l’incontro fra due animali diversissimi fra loro, una giraffa e un ghepardo. Un percorso lento di avvicinamento e di conoscenza che passa attraverso lo sguardo e i gesti, senza bisogno di parole. Un libro voluto dall’associazione Gruppo SILIS per avvicinare i bambini al mondo dei sordi e del linguaggio dei segni, di cui viene offerto qualche esempio al termine della storia.
“Elizabeth era una bellissima principessa. Viveva in un castello e portava sfarzosi abiti da principessa. Presto avrebbe sposato u principe di nome Roland”. Ecco qui l’inizio di una delle tante storie tutte uguali di principi e principesse. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Continuate a sfogliare questo albo illustrato e scoprirete che, quando un drago rapisce Roland, sarà Elizabeth a salvarlo e che il lieto fine sarà ben diverso da quello che ci si può aspettare. Una storia lieve e divertente che aiuta a riflettere sui tanti stereotipi legati alle differenze di genere.
“Voglio andare in una nuova scuola, ma ci voglio andare da ragazza e loro vogliono una copia del mio certificato di nascita. Dove adesso sta scritto che sono un maschio”. Ha quattordici anni Alex e non vuole più stare nei panni che le hanno attribuito i suoi genitori da quando i medici, alla sua nascita e alla constatazione del suo sesso incerto, suggeriscono di fare una scelta e seguirla, con l’aiuto di farmaci. Ma Alex, cresciuto come se fosse un maschio, si sente, e si è sempre sentita, una femmina. Un romanzo intenso che affronta un tema delicato e sceglie di farlo attraverso la voce della protagonista, una voce forte che non si può non ascoltare.