La riabilitazione spaziale
Partendo dalla propria esperienza di lavoro in ambiti professionali diversi, gli autori propongono una strategia di intervento rivolta a chi ha difficoltà nelle abilità spaziali: un approccio con e attraverso il corpo nel suo rapporto con lo spazio e il tempo che prende le mosse dall’esperienza vissuta in prima persona e dall’integrazione delle informazioni sensoriali che portano a costruire strategie cognitive complesse.


“Una storia dei pregiudizi sull’epilessia che, seppur in misura minore rispetto ai tempi passati, gravano ancora sulla patologia e su chi ne è colpito. Conoscendo la loro origine sarà più facile, anche alla luce della ragione e delle conoscenze odierne, comprendere che i pregiudizi sono frutti dell’ignoranza del passato e, come tali, non dovrebbero avere più alcun credito”.
“L’educazione catechetica di Giuseppe sembrava impossibile, era invece soltanto impensabile”: insieme ad alcune considerazioni teoriche e ad alcuni accenni alle problematiche legate ai disturbi dello spettro autistico, il volume racconta la storia di Giuseppe e del suo percorso di catechesi non tradizionale ma “diventata gioco, le preghiere sono diventate canti e danza, la confessione è diventata una festa”.
Un esame delle criticità ambientali più frequenti e la proposta delle possibili soluzioni nella convinzione che “abbiamo bisogno di una città il meno discriminante possibile, costituita da cittadini consapevoli di una presenza, largamente rappresentata, di soggetti anziani, donne e bambini, tutti e tutte portatori di differenti disabilità ma con pari diritti, quindi una città tollerante che ripropone la reciprocità del rispetto come base del rapporto umano”.
“Ho deciso […] di scrivere questo libro, poichè l’attuale, massiccio abuso di farmaci psicotropi negli Stati Uniti rappresenta un pericolo ancora più serio e immediato. La mia speranza è lavorare in due direzioni: innanzitutto dire a chi non ha bisogno di terapia, di starne lontano; poi, incoraggiare quelli che ne hanno bisogno, a sottoporsi a terapia e a non smettere. le mie critiche sono dirette solo contro gli eccessi della psichiatria [ La psichiatria ha bisogno di essere salvata dalla corsa verso un abisso di cui dovrebbe aver paura. La normalità ha bisogno di essere salvata dal tentativo dei poteri forti di convincerci che siamo tutti malati”.