L’autistico e il piccione viaggiatore
“Geert tolse l’etichetta e mise il violino rotto sul tavolo. Studiò con attenzione le varie parti e lo spazio tra esse, attraverso il quale il suono si era propagato per oltre due secoli. Non pensò, come avrebbe fatto un vero costruttore di violini, al tipo di legno o alla tecnica con cui era stato assemblato, ma a quello spazio. Per lui il legno che lo circondava era il violino e lo spazio la musica”. Fin da piccolissimo, Geert ha dimostrato di non essere un bambino come gli altri, prende tutto alla lettera e ha difficoltà nelle relazioni sociali. La madre gestisce un piccolo negozio dell’usato dove Geert trascorre le notti ad assemblare fra loro gli oggetti più disparati e a riflettere sul loro possibile utilizzo. Quando trova un violino in pezzi, di cui ignora l’enorme valore, prova a ricostruirlo e lo fa in modo totalmente nuovo e originale. Non si renderà mai conto di quanto siano preziosi gli strumenti che è in grado di realizzare ma questa attività e il successivo incontro con un piccione che, nonostante i suoi tentativi di regalarlo, torna sempre da lui, gli cambieranno la vita.


In simboli PCS, la storia di Johnny che ha paura del dentista ma che riuscirà a superarla grazie alla mamma e ad alcuni amici speciali.
Un viaggio fra documenti, ricordi e testimonianze che concentra l’attenzione sui ricoveri dei minori negli ospedali psichiatrici nella prima metà del Novecento. Ricoveri molto spesso giustificati solo dalla povertà, dal disagio sociale o da qualche forma di disabilità che di ben altro avrebbe avuto bisogno.
Sul ramo di un albero dormicchia una famiglia di gufi quando allo stesso rami si appende un’altra famiglia, questa volta di pipistrelli. Le due mamme non vedono di buon occhio l’amicizia fra i cuccioli ma improvvisamente un forte vento scuote il ramo mettendo i piccoli in pericolo. Questo cambierà tutto.
“Un giorno mia sorella Virginia si è svegliata che aveva un lupo dentro. Faceva versi da lupo e si comportava in modo strano”. E’ la piccola Vanessa che racconta ci come è riuscita ad affrontare il disagio interiore della sorella, standole accanto e cercando strategie per guidarla verso la luce. Con poche parole e bellissime illustrazioni, il libro non solo immagina l’infanzia di Virginia Woolf ma mostra una storia che può toccare tanti bambini, fratelli o sorelle di alti bambini con una qualche disabilità.