Una storia come il vento
“Mi chiamo Muhammad – dice il vecchio […] mi chiamo Yussef – dice il maggiore dei due giovani – e questo è Hassan, mio fratello. […] Le parole rotolano dalle labbra dei passeggeri, con l’intento preciso di incidere nomi e luoghi nelle menti degli altri. Ricordatevi di me. Ricordatevi il mio nome”. Su una fragile barchetta ferma in mezzo al mare si intrecciano i racconti dei viaggiatori in fuga da guerra e violenza. Il suono del violino che Rami ha portato con sé e la leggenda di Suki e del suo stallone bianco che insegnarono la resistenza al loro popolo, li accompagna e li culla in una notte cui forse non seguirà nessun giorno.


Come riuscire a proporre percorsi educativi e didattici efficaci per tutti gli studenti? Ne hanno bisogno gli studenti disabili e quelli con difficoltà di apprendimento ma anche chi è in situazione di disagio socioeconomico, i ragazzi stranieri. E’ necessario fare posto alle differenze affermandole, valorizzandole e facendone il centro dell’azione educativa. Convinto che vadano differenziati i percorsi educativi, l’autore propone modalità di attuazione e fornisce spunti di attività.
Questa nuova edizione rivista e aggiornata, propone numerose attività utili per migliorare le abilità linguistiche e cognitive di persone con lesioni cerebrali acquisite. Obiettivo degli esercizi presentati, coinvolgenti e ricchi di stimoli, è quello di riattivare funzioni cognitive perdute in seguito al trauma subito. Le schede sono raggruppate per specifiche attività e per difficoltà crescenti e permettono risposte sia verbali che grafiche a seconda delle potenzialità di ciascuno.
Dopo una prima parte introduttiva di carattere teorico, il volume propone numerosi esempi di attività propedeutiche per formare i gruppi e favorire un clima cooperativo, esempi di attività cooperative semplici e complesse e molte schede per il lavoro in classe già utilizzabili.
“Avevo notato alcuni comportamenti un po’ strani. Il nonno che scendeva in giardino per togliere le erbacce anche se non ce n’erano più […] e soprattutto la mamma che non sorrideva più come prima. Anche se ero solo un bambino, avevo capito che era per il mio papà. Non lo vedevo più da domenica e nessuno riusciva a dirmi dove fosse finito”. Il piccolo protagonista fa domande a tutti e quando la cuginetta gli risponde che il suo papà è andato “di là, nel posto che non si vede” comincia a guardarsi intorno con attenzione. Troverà tanti cambiamenti intorno a sé, continuerà a cercare con determinazione finchè troverà la risposta.