10 cose che ogni persona con sindrome di Down vorrebbe che tu sapessi
“Le persone con sindrome di Down, ci dice questo libro, sono passate dalla protezione alla proposta. Sono capaci di proporre e non solo qualcosa che riguarda unicamente coloro che hanno la diagnosi. Proposte aperte a tutti. Assumendosi responsabilità. Passando dall’apparente felicità dell’inedia indifferente che si vive nell’assistenzialismo, alla felicità inquieta di chi vie un progetto”. Capacità di scelta e desiderio di autonomia, ricerca di un lavoro, affettività e consapevolezza. Sono alcuni dei nodi su cui invita a riflettere questo libro, partendo dal presupposto che anche chi ha una disabilità è prima di tutto una persona.


Da una chiacchierata fra un medico e una giornalista nasce l’idea di questo libro: uno spaccato sulla storia e le attività dell’Ail di Foggia, un’associazione di volontariato raccontata attraverso le testimonianze dei tanti, medici, pazienti e gente comune che ha scelto di impegnarsi a fianco dei malati di leucemia.
Cercando di partire dai bisogni e tenendo conto che nei primi anni di scuola si deve intervenire soprattutto in termini di prevenzione, il volume propone percorsi didattici personalizzati con una introduzione teorica, materiali per l’insegnante e schede per l’alunno.
Alla luce di esperienze sul campo, il volume propone percorsi e strumenti per sostenere le persone con disabilità e le loro famiglie nella costruzione di un futuro con le stesse opportunità di tutti. L’approccio è quello della coprogettazione capacitante che permette di delineare le diverse fasi della vita in un percorso che attraversa l’evoluzione di ruoli, spazi e relazioni autentici.
Con la consueta abilità, Attilio racconta la storia di un paperino, nato prematuro. Sono soprattutto le immagini dal tratto caratteristico che lo mostrano mentre tenta di emulare i fratelli, più agili e competenti. E’ vero che Primo fa le cose diversamente dai suoi fratelli ma non per questo resterà indietro.