Nello spazio di uno sguardo
Un intenso romanzo illustrato che ripercorre la vita di un uomo senza bisogno di parole: scandite solo da date e luoghi le immagini si susseguono proponendo ai lettori sulla pagina di sinistra il lento passare del tempo che vede il protagonista nelle diverse fasi della sua vita. Nella parallela pagina di destra viene offerto uno scorcio del suo punto di vista, focalizzato su un piccolo dettaglio, un particolare a volte insignificante che sottolinea invece la forza e l’importanza di saper guardare e assaporare la bellezza che ci circonda.


“Joe stava andando alla sua prima festa importante, a casa del suo amico Tom, ma aveva perso l’invito e quindi non sapeva quale fosse il numero della casa”. Mentre la cerca insieme alla sua mamma nella testa gli frullano mille interrogativi: starà bene? ci saranno tanti bambini? si divertirà? Un bell’albo che, con lo stile impagabile dell’autore, permette di immedesimarsi nelle incertezze del piccolo, in quelle che, di riflesso, prova la mamma mentre ci si avvia verso un finale rassicurante.
“…non si può negare aiuto a dei bambini […] se ci fossero figli vostri, nella stessa situazione? Lo vorreste o no, qualcuno che gli desse un aiuto?” La storia vera di Giuseppina Gusmano che, insieme al marito, salvò numerosi bambini ebrei ospitati nella sinagoga di Casale Monferrato. Quando il rischio che i nazisti li trovassero diventò troppo alto, li portò di nascosto a casa sua dove rimasero fino a quando non fu possibile riconsegnarli ai genitori. Giuseppina non volle mai raccontare quello che aveva fatto e la sua storia venne scoperta solo quando, molti anni dopo, la figlia incontrò uno di quei bambini salvati. Israele ha nominato la coppia Giusti fra le Nazioni e ha impresso i loro nomi su un albero di ulivo a Gerusalemme.
“Non comprendere un testo, non riuscire a seguire una storia scritta, può essere motivo di grande frustrazione per una persona”. Occorre porre attenzione a come si scrive e a chi ci si rivolge: la scrittura Easy To Read (ETR), cioè lo scrivere in modo controllato, è un passaggio necessario per il diritto alla cultura e all’informazione accessibile. Significa porsi la domanda di chi sia il destinatario cui ci si rivolge, quale sia il suo grado di cultura, la sua difficoltà di comprensione; poi, nello stesso momento, chiarire cosa si vuole dire e quali sono gli obiettivi nel farlo. Infine si deve prendere in considerazione il contesto in cui si opera che comprende, fra le altre cose, anche lo strumento utilizzato per comunicare. Scrivere “semplicemente” non significa banalizzare o abbassare il livello culturale, ma proprio l’opposto: significa essere maggiormente consapevoli di quello che si scrive. Il volume è corredato di esercizi ed esempi utili per fare pratica con la scrittura Easy To Read.
“Il titolo […] forse sembra eccessivo, sicuramente non piacerà a molti adulti. La guerriglia è spesso violenta e quindi si potrebbe pensare che si vogliano educare i bambini ad essere violenti, ma non è affatto così. La guerriglia è quella forma di lotta che di solito utilizzano i più deboli, poveri, privi di mezzi, contro nemici più forti e più organizzati. I bambini sono evidentemente più deboli degli adulti […] per questo devono inventarsi dei mezzi di lotta più furbi e creativi, denunciare le violazioni degli adulti scrivendo lettere, protestando pubblicamente, facendo insomma una guerriglia. Pacifica, ma insistente e senza paura”. Un esame di alcuni articoli della Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che indicano le forme con le quali i bambini possono e debbono partecipare attivamente alla vita delle loro città. Sono gli articoli meno conosciuti e meno rispettati.