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Autore: Annalisa Brunelli

L’orologio che ha fermato il tempo

I cinque componenti de Lo Stato Sociale sono giovanissimi e nel 1980 non erano ancora nati ma fra le loro canzoni ce n’è una dedicata a quanto è successo a Bologna il 2 agosto di quell’anno. Perché anche i più giovani possano fare memoria di quanto accaduto ormai più di quarant’anni fa, qui raccontano ai ragazzi della strage alla stazione di Bologna, raccogliendo anche le testimonianze di chi ha vissuto direttamente quella giornata.

I bambini che si perdono nel bosco

Quando un bambino va a scuola, è come se fosse portato nel bosco, lontano da casa. Ci sono bambini che si riempiono le tasche di sassolini bianchi e li buttano per terra in modo da saper ritrovare la strada di casa anche di notte. Ma ci sono bambini che non riescono a fare provvista di sassolini e lasciano delle briciole di pane secco come traccia per tornare a casa. È una traccia molto fragile e bastano le formiche a cancellarla. Un libro importante che potete trovare nelle biblioteche che resta di grande attualità per una scuola che deve tener conto delle tracce del passato, della realtà culturale, profondamente incisa in ciascun bambino, soprattutto dei più fragili.

Pietre che affiorano

Così come le pietre che affiorano permettono di attraversare un corso d’acqua e raggiungere l’altra sponda, i mediatori di cui si parla in questo libro permettono di costruire collegamenti e superare problemi, consentono l’integrazione e favoriscono l’inclusione.

Le logiche del confine e del sentiero

“Non esistono solo confini che distinguono, pregiudizi che limitano ma anche separazioni che offrono possibilità di incontro, di sentieri. Percorrere i sentieri che collegano con le persone disabili vuol dire cercare segni di pace, all’interno di una situazione di guerra non dichiarata e strisciante nei confronti delle differenze”. Una riflessione alla ricerca di un nuovo impegno per promuovere una trasformazione nelle pratiche delle istituzioni.

Un’altra didattica è possibile

“La scuola inclusiva ha certo bisogno anche di un sostegno inclusivo per una didattica realmente inclusiva […] ma ha soprattutto bisogno di un’altra didattica […] Una scuola che non ha più bisogno dell’inclusione è innanzitutto una scuola fondata sull’equità, cioè sull’arricchire il principio (e le corrispondenti prassi) di uguaglianza con quello dell’equità, del coraggio cioè di fare differenze positive, compensative e perequative verso quelle differenze che se non agissimo con equità diventerebbero disuguaglianze”. Voci, storie ed esperienze di buone prassi realizzate grazie alla collaborazione degli insegnanti con le altre figure educative che lavorano perché la scuola sia sempre più inclusiva.