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Autore: Annalisa Brunelli

Frammenti

“…mi sfuggiva l’essenziale cognizione della sofferenza quotidiana di quelle persone. Stavo nel manicomio come in una neutrale parentesi di studio […] sarebbe stato sufficiente essere solo un po’ più attento alle elementari necessità della loro esistenza quotidiana che andava consumandosi così miseramente”. Giovane psichiatra alle prese con l’istituzione manicomiale ben prima che la legge Basaglia ne decretasse la fine, l’autore ripercorre la sua graduale presa di coscienza attraverso brevi racconti che in modo a volte anche molto sintetico, con ironia ma grande tenerezza fotografa la realtà e le persone con cui ha lavorato per tanti anni.

Guarda bene

Un albo senza parole che segue un bambino annoiato nel suo giardino. Lo vediamo seduto sul prato mentre il suo cagnolino cerca di convincerlo a giocare. Il volo di una coccinella lo convince a muoversi e mentre si china per cercarla scopre un mondo inaspettato. Basta cambiare la prospettiva, curiosare fra l’erba e tutto cambia.

Io sono blu

Vincitore del Silent book contest junior 2021, il grande albo senza parole racconta la storia di una piccola ape dal colore diverso dalle altre. Derisa da tutti, prova anche a travestirsi pur di essere accettata ma senza risultato. Così si allontana dal gruppo, vola fra prati e fiori lontani e, inaspettatamente, scopre la bellezza delle diverse forme e dei diversi colori.

Il Signor non si sa

Il libro è frutto di un progetto di lavoro realizzato nel periodo di emergenza Covid, quando anche le attività didattiche si svolgevano a distanza, e che ha cercato promuovere emozioni positive, entusiasmo e autoregolazione dei processi di apprendimento e che ha visto la collaborazione fra gli allievi di un liceo musicale e quelli di un istituto comprensivo. Cuore del libro è il racconto di un signore alla ricerca della propria identità che è accompagnato dalla proposta di numerose attività didattiche.

Brutto e cattivo

“Dall’asilo alle elementari, il mio volto era cambiato poco, quantomeno non era peggiorato, e l’abitudine a vedermi tutti i giorni lo aveva reso meno inquietante agli occhi dei miei compagni […] stando a lungo insieme Denise, Riccardo e gli altri, dopo aver visto il bambino brutto, sono riusciti a vedere anche la persona che ero”. Nato con una sindrome rara che ha determinato malformazioni al volto e sordità, l’autore ripercorre la sua vita, gli anni difficili delle prese in giro e dell’emarginazione fino alla presa di coscienza e alla scelta di diventare protagonista della propria vita, accettandosi per quello che è e lavorando in modo attivo per combattere il bullismo, sostenuto sempre dalla sua famiglia e dai tanti che hanno saputo guardare oltre il suo aspetto fisico.