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Autore: Annalisa Brunelli

Disgrafia e strategie didattiche

Un’analisi sistematica degli aspetti cognitivi e metodologici della disgrafia con la proposta di strumenti operativi che aiutino a comprendere meglio questo deficit e attività finalizzate al potenziamento con strumenti compensativi che possono essere applicati in classe e che permettono di predisporre un Piano didattico personalizzato realmente inclusivo. Vengono anche proposti esempi di programmazione didattica che, pur essendo personalizzata, può essere integrata a quella della classe.

Muffa, Truffa e Spadaccino

All’inizio di questa storia vediamo una grande casa dove abitano quattro bambini. Intorno tanto spazio verde e alcuni conigli. La vita scorre tranquilla, i bambini vanno a scuola e nel pomeriggio giocano fra loro mentre i coniglietti li osservano di nascosto. Un giorno sul prato viene scaricato un grande pacco regalo: è un teatrino! Ai tre coniglietti non sembra vero, muoiono dalla voglia di allestire uno spettacolo e così, nella notte, decidono di entrare in casa per giocare. Avranno una spettatrice inattesa. Il libro è in stampatello maiuscolo e utilizza la font leggimiprima che ne consente anche ai primi lettori con qualche difficoltà di godersi la storia.

Topolini a scuola

Un albo coloratissimo che segue un gruppo di buffi topolini che, nella notte, approfittano della scuola vuota per esplorarla, giocare in palestra, fare un po’ di musica e una buona merenda in cucina. Dopo aver giocato con i colori lasciando tracce un po’ dappertutto, i topolini si ritrovano in biblioteca dove alcuni ritratti di gatti li costringono a fuggire.

Sono troppo io!

“Ho un disturbo di quattro lettere. ADHD. Bè, e allora? […] quattro lettere non bastano a dire chi sono. Ne servono molte di più”. Alex ha nove anni, odia scrivere ma ha un diario-non -diario pieno di cancellature in cui racconta quello che gli capita anche se spesso va fuori tema perché la sua testa non smette mai di correre e anche lui non riesce a stare fermo. Perde oggetti, colleziona sgridate, inciampa nei pensieri come nei gradini. Si sente sempre fuori posto ma poi scopre che quel “troppo” che tutti gli rimproverano non è un difetto, ma una parte di sé: un’energia che può trasformarsi in forza, persino in talento. Forse si chiama ADHD ma soprattutto si chiama Alex. Il libro è stampato con font ad alta leggibilità, pensato anche per chi incontra difficoltà di lettura.

Ci siamo già visti?

“… a volte essere diversi rende la vita difficile; tuttavia, anziché provare a cambiare i cervelli neurodivergenti per adattarli alla società, forse dovremmo cambiare la società in modo da accogliere i cervelli divergenti […] sono davvero neurodivergente. Non è che il mio cervello si comporta in modo strano, è strano per natura”. Sadie Dingfelder, giornalista scientifica, un giorno scambia uno sconosciuto al supermercato per suo marito e si rende conto che il suo non memorizzare le facce non è frutto di distrazione ma ha un nome e, indagando su se stessa e il suo modo di percepire il mondo, scopre tante caratteristiche della neurodivergenza. In questo libro racconta la sua ricerca e le scoperte che ha fatto parlando con neuroscienziati e parenti e studiando tutta la letteratura disponibile.