L’onda dei segreti di Maudie McGinn
I genitori di Maudie sono separati da tempo e la ragazzina trascorre l’estate con il padre che adora e che riesce a comprendere le sue difficoltà legate all’autismo a differenza della madre che, insieme al patrigno, vorrebbe che si sforzasse di essere più “normale” e dimenticasse quello che non va. Ma “è difficile diventare una persona autonoma quando tua madre ricorda continuamente al mondo che non lo sei”. Costretti da un incendio a spostarsi sulla costa dove un amico del padre offre loro ospitalità in un campeggio, Maudie si sente libera di essere se stessa e scopre il surf che l’appassiona tantissimo e che diventa un richiamo irresistibile. Impara in fretta e decide di iscriversi al torneo in programma per la fine dell’estate. Sullo sfondo però aleggia l’incubo del ritorno in Texas e delle violenze del patrigno, mentre quello che ha promesso alla madre di non dire mai, preme per uscire. Solo dopo l’ultimo scontro con l’uomo, Maudie capisce che “mettere sottochiave i sentimenti, come mi aveva insegnato mamma, non funziona. Adesso lo so. È come ha detto Etta, quella volta che abbiamo visto lo squalo leopardo che nuotava placido sul fondo torbido tra le alghe kelp. Le cose diventano meno spaventose quando le guardi bene da vicino”.
La scomparsa dei colori
“Come tutto questo libro racconta, in oltre quindici anni la mia vista si è via via ridotta, passando da una forte miopia, corretta da occhiali o lenti a contatto, all’ipovisione, alla quasi cecità e, infine, alla cecità totale. Tutto ciò che descriverò, dunque, è in progressione. È la storia di una perdita […] il resoconto di una scomparsa progressiva, che cerco di colmare e di esorcizzare”. Un racconto autobiografico che testimonia una presa di coscienza e conoscenza insieme al racconto di un mondo nuovo e di nuove sensazioni.
Forbidden music
Bernardo, dopo la morte della madre da cui il padre non sembra riprendersi, si è trasferito in un piccolo paesino dove vive la nonna. Nella testa gli suona un ritmo musicale di cui non capisce l’origine e che lo costringe a muovere le mani a tempo. Mentre cerca di capire cosa gli sta succedendo, con due nuovi amici scopre un piccolo bar e la sua storia si intreccia con quella di Anna che viveva a Berlino est ai tempi della Guerra fredda e del Muro e adesso sta immobile vicino al pianoforte del bar, senza parlare. Come lui, è sopravvissuta ad un immenso dolore. Il loro incontro permetterà ad entrambi di rialzare la testa. Il libro è stampato con la font leggimi© che ne consente l’accesso anche a chi ha difficoltà di lettura.
Mi chiamo Daniele
“Ho avuto un tumore. E non voglio che mi guardiate così, d’altronde non è stato un dramma. Sono stati sei mesi ma io, per la maggior parte del tempo, dormivo o stavo rintronato. Non ho sofferto. Ho fatto qualche intervento alla testa, ho rischiato un po’ di volte di morire, eppure non ho mai pensato realmente alla morte”. Quando gli viene diagnosticato un tumore al cervello, l’autore ha 14 anni. In questo libro, a distanza di qualche anno, ripercorre il tempo del suo ricovero, dei numerosi interventi e dei tanti incontri fatti durante la sua degenza ospedaliera.
La baia dei dannati
In vacanza su di un’isola con i genitori, i fratelli Nathan e Remì vanno in esplorazione con due nuovi amici che li portano in un luogo dove si dice siano avvenuti naufragi e morti misteriose. La caletta dove arrivano si rivelerà molto pericolosa e la roccia a forma di teschio che la sovrasta sembra volere la loro fine. Sono soli e sembra difficile che arrivino soccorsi. Una nuova uscita per la collana Fifa blu dedicata al filone noir che l’editore porta in Italia dal Canada e che è stampata con criteri di alta leggibilità per consentirne la lettura a tutti.

