Camilla che odiava la politica
“Io farò l’ingegnere e basta. Con questo non voglio dire che non mi occuperò più di politica, perché sarebbe ingiusto, anzi, impossibile. Se c’è una cosa che ho imparato dalle lezioni di Aristotele è questa: quando non siamo da soli, siamo sempre una polis, cioè una piccola città, anche in due, e ognuno è chiamato ad essere ministrum, servo, dell’altro. Nessuno può permettersi di dire “Io non gioco”. Siamo tutti in campo per la stessa partita a tre tocchi: capire, partecipare, servire”. Camilla ha dodici anni e tanta nostalgia del suo papà che ha perso quando aveva sei anni. Arrestato ed accusato ingiustamente si è ucciso in carcere lasciandole dentro una gran rabbia. L’incontro con un barbone misterioso le permetterà di riflettere sul senso dell’impegno del padre, sull’onestà e la necessità di assumersi le proprie responsabilità.
Il cavaliere Saponetta
“Il cavaliere Saponetta in realtà si chiama Roger: Roger de Sen Tro Pè. Ma per gli amici e i nemici è il cavaliere Saponetta, perché è sempre pulito. Pulitissimo”. Quando si appresta a godersi una meritata vacanza, viene convocato dal re che lo incarica di uccidere un drago pericolosissimo. Accompagnato dal fido scudiero Elmo parte, incalzato dal misterioso conte Grigio. Dovrà rinunciare a lavarsi, affronterà mille pericoli mentre il drago sembra sempre più vicino. Lasciamo scoprire ai lettori come andrà a finire questa storia divertente, scritta con la font leggimi! per consentirne la lettura anche a chi ha difficoltà
Garrincha
“Avevo quattro anni, prendevo la palla e camminavo a piedi scalzi in cucina, nei prati, nel fiume […] Non era facile la mia vita. Era complicata. A volte andava storta. Solo il calcio mi faceva stare bene, e mi pareva, la vita, una partita di pallone difficile da giocare”. Un bel graphic novel che racconta ai più giovani la storia di Garricha, considerato da molti come il miglior calciatore brasiliano dopo Pelè, a dispetto di diversi difetti congeniti che gli aveva lasciato la poliomielite.
Io aspetto
Un formato lungo e stretto in sintonia con il filo rosso stretto fra le mani del protagonista, che lo accompagna da quando bambino “aspetta di crescere” alla speranza “che torni di nuovo primavera” e arrivino nuove vite. Pochissime parole e immagini delicate che raccontano, senza bisogno di spiegazioni, ciò che accade diventando grandi.
Semplicemente una mamma
Moglie, medico, madre di sette figli: la storia di una donna e della sua famiglia in un racconto autobiografico, coinvolgente e ironico, da cui emerge uno spaccato di vita reale con le sue difficoltà e i suoi momenti di gioia, anche quando all’ultimo nato viene diagnosticata la sindrome di Down.

