Che rabbia!
Prima uscita per Camilla (Collana di Albi Modificati Inclusivi per Letture Liberamente Accessibili), la nuova collana di uovonero che nasce per rispondere alla richiesta, in costante crescita, di libri con un testo in simboli. L’obiettivo è quello di pubblicare albi illustrati di qualità scelti nel panorama dei titoli dei principali editori italiani per l’infanzia. Si comincia quindi proponendo un classico: la storia di Roberto che ha passato una brutta giornata ed è così pieno di rabbia da urlare fino a far uscire un enorme mostro rosso con cui si trova a dover fare i conti.
Quello che non sai di me
Dopo la morte del suo ragazzo, Jam è andata in pezzi, nessuno pare in grado di aiutarla. Così viene mandata ad una scuola che accoglie ragazzi che hanno subito traumi da cui faticano a riprendersi. Insieme ad altri quattro ragazzi si trova inserita in un corso avanzato di inglese tenuto da un’anziana insegnante. Dovranno lavorare insieme, rispettare alcune regole e scrivere un diario. Sarà proprio la scrittura che aprirà un varco, permetterà la formazione di nuovi legami e aiuterà ciascuno di loro ad affrontare quanto accaduto ma, soprattutto, a imparare a conviverci e a guardare avanti.
Guarigione
“ In certi casi mi sento un guarito. Forse perché ritengo che la disabilità non sia in fondo una malattia, ma una condizione particolare dell’individuo […] è stato il riconoscimento dei limiti e delle capacità del mio corpo a segnare ciò che io chiamo “guarigione”, ossia un processo continuo di comprensione di me stesso. Credo che ciò possa avvenire a livello, per così dire, biologico, considerando la propria corporeità non come un elemento disgiunto dalla sfera interiore, ma come costitutivo della persona, al di là della netta divaricazione tra anima e corpo, tra materia e spirito, tipica della nostra mentalità”. Partendo dal racconto della propria esperienza, l’autore propone una riflessione sulle procedure ospedaliere e le maggiori difficoltà che incontrano persone con disabilità nel loro approccio con la sanità e sottolinea con forza la necessità di un’alleanza fra medico e paziente che non può prescindere da un ascolto attento.
La figlia di Jean
Jean è diventato adulto, ha una moglie, due figli e un lavoro che gli permette di mantenere decorosamente la famiglia. Parallelamente alle sue vicende immaginarie, scorre la storia della Francia all’epoca della Rivoluzione francese e del Terrore mentre si fanno sempre più aspri i toni di chi difende la strada dell’oralismo o invece sceglie la lingua dei segni.

