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Sole e mare

E’ lo stesso autore che ci racconta della piccola protagonista di questo bell’albo illustrato: “La storia di Amina è stata ispirata da un evento reale ma, quello che accade a lei accade purtroppo molto spesso in  tante altre parti del mondo. Spesso, dopo i bombardamenti, le famiglie e i bambini, cha hanno avuto la fortuna di essere ancora vivi, vanno a recuperare quello che resta delle loro case. Accade che i bambini vadano a cercare fra le macerie i loro quaderni di scuola, pensando proprio alla scuola stessa, alla maestra o al maestro e fanno questo per il desiderio di continuare. La guerra non è solo quello che si vede in tv […] la guerra è anche e soprattutto quello che resta di rovine, di storie, di anime ferite”.

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Partigiano Rita

“Non era una donna, era un bandito”. Con queste parole, l’ufficiale tedesco chiude ogni discussione dopo aver ucciso Rita Rosani, giovanissima partigiana e unica donna morta in combattimento a cui è stata assegnata la Medaglia d’oro della Resistenza. Il romanzo ne ripercorre le tracce, da quando ancora ragazzina, si gode Trieste, le amicizie e le vacanze. Quando avverte i primi segnali di un cambiamento non certo positivo per lei, ebrea originaria della Moravia da cui i suoi erano scappati, piano piano prende coscienza di quello che sta accadendo e decide di non stare solamente a guardare.

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Giulia e il drago

“Il re mi odia – rispose mogio il drago dalla pagina – so solo bruciare, incendiare, essiccare, incenerire e abbrustolire tutto quel che c’è nel Regno!”. Al termine della storia che sta leggendo, dopo il tradizionale “e vissero tutti felici e contenti”, la piccola Giulia si accorge che non proprio tutti sono così felici e decide di prendere con sé il povero drago nel tentativo di rallegrarlo. Ma tutti i suoi sforzi sono inutili finchè una fetta di pane da toast le suggerisce un’idea.

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Di che colore è il vento?

La storia di un viaggio alla ricerca di una risposta difficile: un bambino, immaginiamo sia cieco perché tiene gli occhi chiusi, vuole sapere il colore del vento e lo chiede a tutti quelli che incontra, ottenendone risposte sempre diverse ma che non si escludono l’una con l’altra fino all’incontro con un adulto che sa cogliere il senso profondo della domanda e “prende il libro, il pollice sul margine dei fogli, lascia scorrere le pagine. E il piccolo gigante sente la carezza del vento”.

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Ultima fermata: Auschwitz

Attraverso le pagine del diario di Arturo, ragazzino ebreo che scrive fra il 1938 e il 1943, i giovani lettori possono seguire lo sviluppo delle persecuzioni razziali che l’autore ripercorre con un occhio attento a quanto accadeva a scuola. E se Arturo è un ragazzino immaginario, sono invece reali i dettati, le poesie e le regole disciplinari che riporta sul diario, tutte indirizzate verso la formazione di perfetti piccoli fascisti.

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Canguro Papini

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