Tempo di imparare
“No, basta: è tempo di imparare a tenere le cose in equilibrio. Sperare per poterti incoraggiare, per determinarmi all’azione, e intanto non sperare troppo: perché ogni passo non compiuto diventa una forra di dolore. Sperare e contenere la speranza, tenere il bilancino con i piatti sempre in bilico. Oggi hai detto perché, metto una perla sul piatto della speranza. Oggi ti chiedo se mangi sempre la merenda e mi rispondi la sequenza di targhe che hai veduto rincasando; metto un anello sul piatto del contenimento. Così ogni minuto e ogni giorno […] Mi sbilanciano i pesi degli altri. Un entusiasmo eccessivo della nonna, un’osservazione nichilista di un medico, tutto ciò che è eccesso mi disturba: gettano lingotti d’oro e pezzi di piombo in un bilancino instabile e precario e dopo ci metto tempo per ritrovare la calma. Piano, imparo a riprendere l’equilibrio: sfogo un poco di qua, dove il peso è eccessivo, svuoto il piatto e torno a camminare come un’indossatrice, un passo davanti all’altro, guardando lontano, senza curarmi del pubblico che attornia la passerella”. Narrata in prima persona, la storia di una madre e del suo bambino con disabilità in un percorso doloroso ma non rassegnato verso il riconoscimento e l’accettazione.
Charlie e il misterioso Professor Tiberius
“Quando ero più piccolo, parlavo solo degli uccelli e di nient’altro […] ma sono molto migliorato. Ora, quando qualcuno mi chiede “Come stai Charlie?” rispondo “Bene, grazie”, anche se per caso non sto bene, e nonostante il fatto che saprei sicuramente affascinare il mio interlocutore con una sorprendente e poco nota particolarità degli storni, invece di ammorbarlo con la banalità di un termine trito e ritrito come bene. Ma se questo è quel che la gente vuole, va bene così”. Charlie è ben consapevole delle difficoltà legate al suo deficit e per mantenere la calma si rifugia nello studio degli uccelli. Suo padre è stato gravemente ferito in Afghanistan e si trova in un ospedale in Virginia. Charlie deve raggiungerlo e si mette in viaggio, insieme ai fratelli e alla sorella. Nel viaggio li accompagna Ludmila, un’improbabile ragazza dai capelli rosa. Le numerose tappe aiutano il ragazzo a rinunciare ad alcune delle sue rassicuranti routine mentre il rapporto con i fratelli si fa più significativo e intanto si scopre il passato di Ludmila e cosa la collega al padre dei ragazzi cui sembra molto legata.
Vicini lontani. Otto racconti di anime in viaggio
Edna Zanon ha ottantotto e pensa di aver visto tutto. Poi si affaccia alla porta e vede una donna con un vestito rosso “che le lasciava scoperte le spalle e le braccia, che invece erano marroni come la glassa di cioccolato al latte che Edna colava sulle torte per i nipoti”. Poi c’è Zarak che ricaricava fucili e trascinava i feriti per i talebani dell’Afghanistan e ora fa il facchino e riesce a lasciarsi la violenza alle spalle. Ci sono Lamin e Victoria, giovanissima e costretta a prostituirsi. C’è Laura che porta la famiglia in salvo di là dalle montagne. E tanti altri. Una raccolta di storie nate dall’esperienza diretta dell’autrice, operatrice legale per i richiedenti asilo.
Quasi tutto velocissimo
“Il compito più difficile che conoscesse – erano già diciannove anni che cercava di assolverlo – lo attendeva dietro quella porta di cui sfiorava il campanello senza riuscire a premerlo […] andava a trovare Fred da quando aveva tre anni, prima insieme a una suora del Sant’Elena, l’orfanotrofio, poi da solo [… Fred lo aveva chiamato sempre e solo Albert e Albert lo aveva chiamato sempre e solo Fred. Non si era mai rivolto a lui chiamandolo papà”. In un intrecciarsi di storie, il romanzo segue la ricerca di Albert che vuole scoprire chi è la madre, che non ha mai conosciuto, mentre si approfondisce la relazione con il padre, dalla mente di bambino.
La mia vita felice
“E’ tardi, ma Dani non riesce a dormire. Alcune persone per addormentarsi contano le pecore, ma lei no! Dani conta tutte le volte in cui è stata felice”. Dani ha sei anni, è alle prese con l’inizio della scuola e le nuove amicizie. Vive sola con il suo papà e un gatto e la strategia che ha scelto per abbandonarsi al sonno la aiuta, pur nella consapevolezza che bisogna affrontare anche momenti difficili come la morte della mamma o la partenza della migliore amica.

