Intrusi
Quando i capibara arrivano ad un placido pollaio per sfuggire ai cacciatori, la prima reazione è di ostilità visto che “erano tanti, pelosi, bagnati, troppo grandi”. Quando però un pulcino si troverà in pericolo saranno proprio questi vicini indesiderati a salvarlo e le cose cambieranno. Non solo la convivenza diventerà possibile ma porterà ad una decisione imprevedibile.
La casa vivente: riparare gli spazi, imparare a costruire
“La città può essere differente, invasa da piante, alberi e orti, condivisa e sostenibile, ma dobbiamo muoverci a cambiarla perché il tunnel che abbiamo preso è senza uscita. Dobbiamo incentivare un vivere-abitare elastico, economie circolari, condivisione, ecologia sociale, aiuto reciproco, mutuo appoggio, prestiti, utilizzo comune, ripensare il concetto stesso di bene comune”. Nell’unire antropologia ed esperienze personali, viaggi ed etnografia, il volume invita ad una riflessione sul senso profondo dell’abitare.
Promenade
Un albo di grande formato, sui toni del blu, che invita ad immergersi in un’atmosfera rarefatta mentre una voce spinge a intraprendere un viaggio. La destinazione è sconosciuta ma è fra le pagine di un grande libro che si trova l’ingresso. E, pagina dopo pagina, saranno sempre i libri ad accompagnare il percorso, a volte confuso, a volte incerto finchè “presto arriverai a destinazione. Ancora qualche passo e ci incontreremo. E se vuoi, immagineremo insieme un altro viaggio”.
Dove crescono i cocomeri
“All’inizio avevo sperato di poter sistemare tutto ciò che non andava nella mamma, aiutandola a ricordare come dovesse farci da madre … e ora eccomi, senza nemmeno una mamma. Solo che, mi resi conto mentre il miele si scioglieva sula lingua, le cose non stavano proprio così. Pensai alle braccia della nonna intorno a me […] e pensai alla signora Lorena […] e pensai alla signora Amanda, he domenica mattina mi aveva avvolto tra le braccia come se fossi sua figlia […] E tutte quelle mamme – e probabilmente pure quelle che non avevo ancora scoperto di avere – avrebbero vegliato su di me, ogni volta che ne avessi avuto bisogno in attesa che la mia fosse pronta a tornare la madre di cui avevo bisogno”. E’ Della, una ragazzina alle soglie dei suoi tredici anni, a raccontare di un’estate caldissima quando si ritrova a fare i conti con una nuova, pesante manifestazione della schizofrenia della madre, di cui si sente responsabile e che vorrebbe guarire con le sole sue forze. Dovrà imparare ad accettare la fragilità della madre e la sua impotenza ma capirà che non è sola.
Il giardino di Evan
“Evan e il suo cane facevano tutto insieme […] ma ciò che amavano sopra ogni cosa era lavorare nel magnifico giardino di Evan. Qualunque cosa vi piantassero cresceva grande e bellissima come il cielo sopra di loro”. Un giorno però il cane muore e la vita di Evan va in pezzi, non sopporta più di vedere quel bel giardino che prima curavano insieme e, preso dalla rabbia e dalla disperazione, distrugge tutto. Ma quando, fra le erbacce, spunta il germoglio di una zucca, lo lascia crescere e se ne prende cura. Sarà il segno di un nuovo inizio e di nuove possibilità.

