Un silenzio pieno di storie
Mentre aiuta Ritina dai mille mestieri a riordinare una vecchia canonica, Gisberto ritrova nomi e foto dei tempi della guerra, insieme al diario di un suo coetaneo dell’epoca e ne è affascinato e incuriosito. Ambientato a Vidiciatico, un paesino dell’Appennino fra Bologna e Pistoia, dove l’autrice ha passato l’infanzia, il romanzo ne racconta i luoghi accompagnando il bambino alla scoperta di storie del passato.
Due fratelli, una foresta
“Un incontro. Stare qui, stare bene. Pensare al futuro. Farsi un po’ di spazio. Fare spazio”. Già da queste brevissime frasi si intuiscono le due storie parallele che si possono seguire nelle pagine affiancate. Pochissime parole di testo e grandi illustrazioni per la storia di due giovani coppie e di una grande foresta. Le loro strade procedono parallele e mentre nelle pagine di sinistra vediamo la giovane coppia vivere in armonia con quello che li circonda nelle pagine di destra vediamo come il paesaggio si trasforma nella continua ricerca di avere visibilità e arricchirsi. Un albo che ci interroga su come le nostre azioni modellano l’ambiente che ci circonda.
Il Principe Blu e la Strega Levaforze Ammazzamuscoli
Convinta che “scegliere la negazione o il silenzio sulla malattia e sulla morte non aiuta i bambini […] nascondere questi temi scomodi giunge a loro come un divieto ad ascoltarsi o come il pensiero che ciò che provano è così spaventoso che neanche gli adulti possono parlarne per aiutarli a sentirsi meno soli”, l’autrice racconta la storia della sua famiglia, della diagnosi che ne ha cambiato le dinamiche e degli sforzi fatti per reagire e realizzare i propri desideri e nella speranza che sia “utile a sostenere i bambini nel confronto con la malattia e le emozioni faticose che essa comporta”.
Il signor Scaccialacrime
L’albo senza parole segue la giornata di uno strano personaggio rotondo e dalle guance rosse. Al mattino esce di casa con il sorriso sulle labbra e va al lavoro. Eccolo alla scrivania davanti ad un telefono, qui passa il tempo a consolare quelli che chiamano. Passano le ore e il suo sorriso svanisce…anche lui ha bisogno di qualcuno che lo consoli!
Frammenti
“…mi sfuggiva l’essenziale cognizione della sofferenza quotidiana di quelle persone. Stavo nel manicomio come in una neutrale parentesi di studio […] sarebbe stato sufficiente essere solo un po’ più attento alle elementari necessità della loro esistenza quotidiana che andava consumandosi così miseramente”. Giovane psichiatra alle prese con l’istituzione manicomiale ben prima che la legge Basaglia ne decretasse la fine, l’autore ripercorre la sua graduale presa di coscienza attraverso brevi racconti che in modo a volte anche molto sintetico, con ironia ma grande tenerezza fotografa la realtà e le persone con cui ha lavorato per tanti anni.

