Le ragazze
Che fare se il marito ranocchio non si trasforma in principe nonostante gli innumerevoli baci? Come può una principessa dall’aspetto mostruoso sfuggire alla dama di compagnia che la educa ad attendere un principe che mai arriverà? Sette fiabe tradizionali rivisitate in chiave moderna dall’autrice che tiene al centro i sentimenti e le emozioni delle protagoniste che descrive con immensa tenerezza.
Le caramelle magiche
“Giocare da solo non è poi così male. Gli altri bambini non immaginano neanche quanto possa essere divertente giocare con le biglie”. Si apre così questo albo illustrato che segue il piccolo protagonista, un bambino riservato che preferisce evitare il rapporto con gli altri. Dopo l’acquisto di nuove biglie, si accorge che in realtà sono delle strane caramelle. Curioso, prova ad assaggiarle e all’improvviso percepisce la vera voce di cose e persone. Avrà modo di capire che è bello stare con gli altri.
Olivia e il grido della foresta
L’ennesimo trasloco di Olivia la porta in una nuova casa vicino ai margini di un bosco, dove i suoi genitori si avventurano per una passeggiata esplorativa. La bimba, che è sorda, come si capisce ben presto, scopre l’esistenza di un folletto che la aiuterà a ritrovare i suoi genitori scomparsi misteriosamente. I due entrano nel bosco dove regna un’atmosfera inquietante. Sarà proprio la mancanza dell’udito che permetterà alla bambina di salvare tutti.
Dear Martin
Mentre cerca di convincere la sua ex ragazza completamente ubriaca a salire in macchina e lasciarlo guidare, Jus viene brutalmente fermato da un poliziotto che lo arresta dopo averlo ammanettato, senza lasciargli il modo di spiegare. Jus è un brillante studente di liceo, non ha precedenti ma… è nero. L’episodio lo destabilizza e lo porta a farsi tante domande che cerca di ordinare scrivendo idealmente a Martin Luter King (il dear Martin del titolo). Vorrebbe essere come lui, reagire in modo corretto e non violento alle provocazioni e alle battute ma nel corso dei mesi la situazione precipita e per Jus sarà sempre più difficile capire cosa fare. La vicinanza di un’amica e di un professore lo aiuteranno a non perdere la strada anche se “Caro Martin […] non ho ancora capito chi sono e in che cosa credo. Mi è capitata tra le mani questa lettera che avevi scritto al direttore dell’Atlanta Constitution, dove dicevi: “Noi [neri] vogliamo e abbiamo il diritto di godere dei diritti e delle opportunità fondamentali di tutti i cittadini americani”. […] l’hai scritta a diciassette anni […] non so se a diciassette anni eri il Martin che tutto il mondo conosce (probabile di no), ma sapere che avevi la mia età mi fa sperare che forse anch’io, col tempo, riuscirò a chiarirmi le idee”.
Fate presto, bambini
“Fate presto bambini. Inventate una specie di Unicef a favore degli adulti. Finanziate per noi, con una questua di valori umani, un programma di emergenza alimentare, di cui siano companatico la tenerezza e la giustizia. Istituite un fondo internazionale di speranza”. Una lettera aperta rivolta ai bambini dei paesi più poveri insieme ad alcuni suggerimenti per educare alla pace.

