Mammut!
Teo passa le sue giornate insieme alla tata che lo segue nel fitto calendario di impegni che scandisce il lento passare delle ore. Canto, judo, scherma, matematica, una dieta rigorosa. Perché Teo è un bambino molto speciale, sostengono i suoi genitori e non può perdere tempo a giocare né a sentire la mancanza di Ada, la sorella che vive lontana dopo un incidente di cui nessuno parla. Ma Teo è un bambino molto solo e ha un bisogno disperato di amici. Così la notte va ad esplorare il vicino parco a tema dove tutto è silenzioso e misterioso. Improvvisamente, durante uno dei suoi giri notturni incontra una bambina e tutto cambia. Un bel graphic novel che utilizza caratteri e accorgimenti che ne permettono la lettura anche a chi ha difficoltà.
Natura dentro
Una carrellata di animali accompagnata da brevi riflessioni su qualcosa che li rappresenta: così il gufo curioso è seguito dal cammello e dal cambiamento, dalla volpe e l’abbraccio, dal bruco e il momento e dalla gallina e il suo sogno. Un gioco lieve che tocca in profondità e permette di chiamare per nome sensazioni, passaggi ed emozioni importanti perché, come dice l’autrice, “ogni immagine è un mondo, come lo è ogni persona […] i lettori, riconoscendo nei personaggi alcuni tratti della propria esistenza, possono capire di aver preso una strada che in qualche modo, inspiegabilmente, è diventata una gabbia. E’ nel riconoscerla, nel nominarla che la via ritorna ad essere percorso”.
Città blu città gialla
C’erano una volta due città vicine, separate da un fiume. Un ponte permetteva agli abitanti di passare da una sponda all’altra e tutti andavano d’accordo. Ma quando venne il momento di ridipingere il ponte, le discussioni di fecero via via più accanite e non ci fu verso di trovare una soluzione condivisa. Tra liti furibonde, dispetti e incomprensioni il tempo passò finchè la pioggia, lavando colori e rabbia, fece aprire gli occhi ai litigiosi cittadini che capirono finalmente come dipingere il ponte.
La mia classe mostruosa
Una carrellata di alunni improbabili descritti da un compagno di classe: si va dal bambino con il naso a squadra, ottimo per i compiti di geometria, a quello che riflette le immagini come uno specchio, da quello blu a quello scomparso. Una varietà di caratteristiche improbabili da cui fanno capolino le tante diversità reali che riempiono le aule scolastiche. Il testo, accompagnato da grandi illustrazioni, è scritto utilizzando caratteri che lo rendono accessibile anche a chi ha difficoltà di lettura.
La mia amica ape
Non c’è bisogno di parole per seguire la storia della bambina protagonista di questo albo illustrato: all’iniziale paura dell’insetto entrato nella sua stanza si sostituisce in breve il piacere della scoperta e dell’amicizia, del rispetto e della libertà, fino alla difficile rinuncia del possesso e al lasciare andare.

