Lo sguardo fragile
“Con uno sguardo fragile non capirò e non sentirò nulla di nessun altro che non sia io, io, sempre io … che noia! Che vita sprecata!”. Fortemente voluto dall’associazione Uniti per crescere che si occupa di bambini con problemi neurologici, il racconto cerca di spiegare ai bambini che cos’è la sindrome del cromosoma X fragile attraverso la storia di un vigile, di Mattia e dei suoi compagni di classe.
Viaggio verso il sereno
Moses, Bruno, Heidi sono alcuni dei piccoli protagonisti di questo romanzo che, raccontando di loro, ricorda la storia vera di un gruppo di ebrei fuggiti da Bratislava a bordo del Pentcho, un vecchio battello fluviale con cui, attraverso il Danubio, volevano raggiungere la Palestina. Un’odissea durata tre lunghi anni, dal 16 maggio 1940 al 14 settembre 1943, in quello che inizialmente doveva essere un viaggio relativamente facile e veloce e che invece si rivela pieno di rischi, dai numerosi posti di blocco al naufragio su un’isola greca e al successivo trasferimento in un campo di sosta controllato dagli italiani.
Mia sorella è una guerriera artistica
Seconda uscita per la trilogia che vede tra i protagonisti due fratelli, Auguste e Cesarine, fra i pochi superstiti della famiglia, decimata dai potenti nemici che stanno per mettere in moto un’azione a livello mondiale destinata a conceder loro potere assoluto. Anche in questo caso sarà la piccola Cesarine, con sindrome di Asperger, a guidarli nella direzione giusta.
La pioggia porterà le violette di maggio
In occasione del suo decimo compleanno Clara riceve un clarinetto che i genitori hanno trovato da un vecchio antiquario e che hanno fatto restaurare. Nascosto nella custodia, un tenero biglietto d’amore che risale a tanti anni prima. La curiosità della bambina la condurrà per le strade di Praga, sempre più a ritroso nel tempo, verso la scoperta delle persecuzioni naziste e del campo di Terezin. Corradini ha raccolto davvero numerosi oggetti provenienti da quel campo e ha cercato di ricostruirne la storia. Un modo per non dimenticare le storie degli uomini, delle donne e dei bambini che li avevano posseduti.
Tucano il tucano
“C’era una volta un uccello che non aveva un nome. Aveva un becco enorme, ed era tutto nero, tranne per gli occhi, che erano bianchi”. Deriso dagli altri animali, l’uccello se ne andò per il mondo e, giunto in un paese dalla lingua sconosciuta, cercò lavoro. E con il lavoro trovò anche il nome che cercava. Appena ripubblicato, il racconto, scritto e illustrato dal McKee circa cinquant’anni fa, mantiene la sua freschezza e la capacità di parlare di accettazione e di diversità semplicemente raccontando una bella storia.

