Clown
Quando il piccolo clown viene buttato via insieme ad altri giocattoli, non si rassegna alla sua sorte e cerca qualcuno che lo accolga. Lo seguiamo nei suoi tentativi inizialmente respinti, nelle sue sconfitte, fino all’incontro risolutivo. Da un maestro dell’illustrazione, una piccola storia senza parole che parla di abbandono ma anche di accoglienza, capacità di ascolto e voglia di mettersi in gioco.
La piccola tessitrice di nebbia
“Ogni mattina, in riva al fiume, Rose cattura la nebbia con la sua rete. Si avvicina senza fare rumore e la acciuffa con un gesto deciso.” La bambina passa il suo tempo a filare la nebbia per nascondere dolori e tristezze dei suoi compaesani ma anche per coprire il vuoto del suo cuore dopo la separazione dei genitori. Ma un giorno riceve una lettera dal padre lontano. E il mondo si riempie di luce.
Il pavee e la ragazza
Jim appartiene ad una famiglia di nomadi, abituati a girare fra i paesi irlandesi e a fare i conti con pregiudizi e ostilità degli abitanti che spesso li costringono ad allontanarsi. Durante la sosta a Dundray, il ragazzino, insieme ad altri piccoli del suo campo, deve frequentare la scuola ma non sa leggere ed è presto oggetto di atti di bullismo. L’amicizia con Kit, che con semplicità gli offre il suo aiuto e gli insegna a leggere, lo aiuterà a difendersi.
Una per i Murphy
“Non saluto, non mi muovo, non dico niente. Ora voglio solo portare con me un’immagine. So che anche a distanza di molto tempo la ricorderò in piedi davanti a una porta bianca, con una maglietta felice e le guance arrossate e rigate dalle lacrime. Ricorderò come il vento le muove i capelli sulla fronte, avanti e indietro. Ricorderò il minimo dettaglio di come scuote la testa. Ma più di tutto, ricorderò quanto mi ha voluto bene. Mi giro, sapendo che potrei non rivedere mai più Julie Murphy. Ma saprò che esiste per il resto della mia vita”. E’ la stessa protagonista, Carley, una ragazzina con una madre fragile e che è stata brutalmente picchiata dal patrigno, che racconta della sua vita presso la famiglia cui è stata affidata. Non abituata ad essere amata, fatica a lasciarsi andare e ad accettare che anche per lei è possibile ricominciare.
Ci si vede all’Obse
L’estate è appena iniziata e Annika già pregusta la lunga vacanza nella casa di campagna. Ma la nascita prematura del fratellino cambia tutti i piani e la ragazzina si ritrova sola, impaurita dalle scarse prospettive di vita del piccolo di cui non vuole parlare con nessuno. Se da un lato il nonno diventa per lei punto di riferimento e porto sicuro dall’altra è attirata dalle trasgressioni continue ideate da un gruppetto di ragazzini incontrati per caso nel parco della città. Mentre i giorni passano, Annika impara a fare i conti con la paura della morte e l’amore per la sua famiglia e scopre che non è solo lei a portarsi dentro fatiche e tristezza.

