La piccola fiammiferaia brilla ancora
Londra, 1887. Bridie Sweeney ha appena 13 anni e vende fiammiferi per le strade affollate della città. Ma non ha nessuna intenzione di finire come la sua omonima, protagonista della celebre fiaba di Andersen. Sente sulle sue spalle la responsabilità di aiutare la madre e il fratellino e quando scopre che la donna è stata licenziata dalla fabbrica di fiammiferi dove lavorava perché ritenuta scarsamente produttiva, trova il modo di coinvolgere le altre lavoratrici e iniziare uno sciopero che porterà qualche miglioramento nella loro vita. In bilico fra fiaba e realtà, il romanzo è ispirato alle storie vere delle tante donne e dei tanti bambini che venivano sfruttati in fabbriche dove le condizioni igieniche ed economiche erano pessime e che ricorda lo sciopero avvenuto realmente nel 1888 per un trattamento più giusto e più umano.


Siamo in Irlanda del Nord, nel 2018, quando Mel e Sid si incontrano e si innamorano. Sono diversissimi, lei ama studiare, soprattutto le materie scientifiche, lui è un punk che adora comporre canzoni ma riesce spesso a mettersi nei guai. Il loro primo appuntamento, che avrebbe dovuto restare un bellissimo ricordo, cambia loro completamente la vita perchè Mel resta incinta. Le settimane trascorrono fra paure, voglia di assumersi tutte le responsabilità di diventare genitori, dover discutere con le famiglie e soprattutto dover sostenere il giudizio di tutti in un paese in cui l’aborto è illegale e le donne che decidono di interrompere la gravidanza sono stigmatizzate ed emarginate. Mentre Sid cerca lavoro, rinunciando alla musica e alle uscite con gli amici, Mel è sempre più sovrastata da quanto le sta capitando e si rende conto che deve decidere da sola se tenere il bambino. Un bel romanzo che affronta un tema delicato e poco presente nei libri per ragazzi. L’aborto, come dice l’autrice, nell’Irlanda del Nord è diventato legale solo nel 2019 ma “porta ancora con sé lo stigma sociale. Come Mel, molte persone che hanno abortito dicono che la parte peggiore non è stato l’aborto in sé, ma il segreto e la vergogna”.
Dopo un’analisi del successo accademico anche alla luce dell’Universal Design for Learning, il testo analizza i disturbi specifici di apprendimento, da deficit di attenzione e iperattività e i disturbi dello spettro dell’autismo proponendo una riflessione sui supporti necessari all’inclusione degli studenti universitari con tali deficit e alcune strategie per promuovere anche il loro benessere emotivo e la partecipazione attiva.
Ultima uscita di Officina Babùk che sta traducendo in simboli i libri più amati del nutrito catalogo di Babalibri e che questa volta propone la versione in simboli della storia del piccolo camaleonte alla ricerca di un colore tutto suo. L’impresa si rivelerà impossibile, tutto cambia colore intorno a lui e insieme a lui, ma la soluzione, suggerita da un altro camaleonte, sarà molto semplice.
“Capitan Ametista non c’è più. Si è addormentato sulla poltrona un pomeriggio e non si è più svegliato […] presto sarà Natale, ma è triste pensare alle feste senza di lui”. Ultimo capitolo delle storie dei supereroi che, ormai anziani, trascorrono le loro giornate in una casa di riposo. La scomparsa dell’amico rende tutti apatici e incapaci di riprendersi. Ma Natale si avvicina e bisogna trovare una soluzione, anche per ricordare l’amico. Sarà l’arrivo di un cucciolo ad aiutarli. Il libro è stato stampato con criteri di alta leggibilità che lo rendono fruibile anche da chi ha difficoltà di lettura.