La voce delle cose
La bambina protagonista di questa graphic novel è sorda e vive in Francia quando ancora l’utilizzo della LIS era vietato. Solo nel 1976 ne è stato consentito l’utilizzo. La storia che avete tra le mani, con poche frasi e immagini potenti trasmette i suoi sentimenti e la sensazione di estraneità ed esclusione che prova alla presenza dei genitori udenti con cui fatica a relazionarsi. Attraverso l’amicizia con un ragazzino e sua nonna, il mondo silenzioso e acquatico della bimba troverà la sua voce muta, e riuscirà a legare tutti gli affetti.


“Il mio parere non l’ha chiesto nessuno. Né mamma, e neppure papà. In fondo è figlia sua e suo sarebbe il problema. Che non mi stava bene che Josefine venisse a stare da noi, io, da parte mia, non potevo proprio dirlo”. È Malte, dodici anni che racconta come è cambiata la sua vita da quando la sorella, figlia di una precedente compagna del padre e di cui ignorava l’esistenza, è venuta a stare da loro perché la madre ha bisogno di riprendersi dopo un pesante intervento. Lui si si prepara a partecipare alle Olimpiadi della Matematica ma i continui litigi e le provocazioni di Josefine gli rendono quasi impossibile concentrarsi. Intanto, nel suo gruppo di studio arriva Lale, una ragazzina della sua età che potrebbe batterlo nella gara. E così fra alti e bassi, scontri e avvicinamenti i giorni passano e Malte fa i conti con la verità e scopre che non è poi così male avere una sorella e che Lale può essere qualcosa di più di un’avversaria da battere.
“…Rico pensa in modo diverso dagli altri bambini. Più lentamente, ad esempio. E intorno agli angoli […] ma Rico non può girare intorno agli angoli. Anche questo la mamma lo ha notato”. Una storia semplice che ci mostra un bambino con qualche difficoltà di apprendimento e che, fra le altre cose, fatica ad orientarsi nella città e rischia sempre di perdersi. Come potrà essere autonomo? Dopo aver chiesto il parere di una consulente cui il bambino tiene testa con coerenza, anche se seguendo un suo ragionamento non canonico, la sua mamma non si scoraggia e troverà una soluzione per permettergli di andare a scuola da solo. Il testo è stampato in maiuscolo con un font ad alta leggibilità che lo rende accessibile anche a chi ha difficoltà di lettura.
“State leggendo un libro sull’autismo, scritto da una persona che ha l’autismo. Può sembrare del tutto logico, ma per lungo tempo non ha funzionato così. La gente parla ancora molto di noi e ci ascolta poco. Spesso sono i genitori ad apparire sui media, sono gli scienziati non autistici a studiarci come se fossimo una specie esotica. Con questo libro voglio dare il mio contributo al cambiamento in atto: un’emancipazione delle persone autistiche, che hanno una loro voce, anche quelle che non sono in grado di parlare”.
Una nuova edizione aggiornata sul progetto sperimentale di basket per persone con disabilità mentale arricchita delle tante esperienze fatte nel corso dei quasi trenta anni di impegno dell’autore e che riporta una ricca casistica, numerosi esercizi pratici e testimonianze dirette.