La valigia blu
Una guida pratica e funzionale che, attraverso dieci tappe, accompagna il lettore alla scoperta delle strategie più utili per programmare una vacanza con e per persone con autismo la cui vita è costellata da vissuti d’ansia, che a volte possono diventare angoscia profonda, paura e tristezza. Più si riesce a rendere prevedibile ciò che le aspetta, più si danno risposte alle loro domande più si sentiranno sicure e serene. Viaggiare, uscire dagli schemi della quotidianità, per le persone con autismo e per i loro familiari è possibile, a patto di preparare bene ogni volta il «bagaglio», usare cioè una buona programmazione e sapere che si potrà andare incontro a qualche inevitabile incidente di percorso.


“Le crisi socio-economiche e le nuove contraddizioni sociali hanno allontanato dal mondo del lavoro una fascia sempre più ampia di persone con disabilità, allargando l’area di fragilità sociale […] la qualità di vita e l’inclusione sembrano non avere bisogno del lavoro. I problemi esistenziali delle persone con disabilità sembrano essere riconducibili solo all’integrazione scolastica, all’assistenza economica, al dopo di noi, e alla presenza nei mass-media, tutte giuste attenzioni, ma che sapore avranno senza il condimento del lavoro?” Partendo dalla sua esperienza, l’autore riflette sul ruolo e le funzioni delle diverse figure coinvolte e propone schede di valutazione e di verifica a sostegno di un accompagnamento al lavoro mirato ed efficace.
Un po’ graphic novel, un po’ diario di vita, il volumetto racconta la storia di Mirko, una storia di cui, come sostiene “c’era molto da raccontare, ma molto di più, tantissimo di più da vivere”. La diagnosi di atrofia muscolare spinale non gli impedisce di fare quello che desidera anche se per affrontare un imprevisto ci vuole pazienza. E per convertire un divieto in una possibilità è necessario avere una discreta inventiva di cui è ampiamente dotato!
Spunti metodologici e operativi per chi accompagna le persone con disabilità alla costruzione di un progetto di vita che pongono il fuoco su quattro punti essenziali: valutazione, progettazione partecipata, scrittura del progetto e realizzazione (o riprogettazione), accompagnati da esempi di compilazione, box metodologici, strumenti operativi e interessanti spunti per la riflessione. Il riferimento metodologico è quello dell’approccio relazionale al lavoro sociale che vede l’operatore sociale come un facilitatore che si preoccupa di includere e coinvolgere nelle fasi del percorso e di dare un senso condiviso al progetto, garantendo la partecipazione della persona con disabilità e l’ascolto dei suoi desideri.
Per un bambino autistico le immagini rappresentano potenziali facilitatori per l’integrazione e la partecipazione sociale. Possono inoltre potenziare abilità cognitive e autonomie. La guida spiega come costruire relazioni e abilità attraverso le immagini e contiene cento schede a colori per stimolare la partecipazione dei bambini e dei ragazzi coinvolti e potenziarne la comunicazione.