Una nuova edizione aggiornata sul progetto sperimentale di basket per persone con disabilità mentale arricchita delle tante esperienze fatte nel corso dei quasi trenta anni di impegno dell’autore e che riporta una ricca casistica, numerosi esercizi pratici e testimonianze dirette.
Andrea Pusateri ha perso una gamba in un incidente quando era piccolissimo ma, sostenuto dai familiari, non si è mai arreso. Ha imparato ad andare in bicicletta prestissimo e, con determinazione, si è allenato per poter partecipare a tutte le gare possibili fino al durissimo Ironman. Qui si racconta con semplicità e con l’obiettivo di “provare a convincere le persone che i limiti spesso sono nella nostra testa e che abbiamo molte più possibilità di quelle che crediamo di avere”.
Ancora oggi la frequenza di diagnosi di autismo nei maschi è molto superiore a quella delle femmine, troppo spesso ignorate o fraintese. Proprio alle ragazze e alle donne, si rivolge l’autrice che mostra come adottare approcci personalizzati che possano consentire di raggiungere il proprio potenziale. Lo fa anche attraverso le storie di Darcey, Milly ed Esther, le loro difficoltà e la loro lotta per affermare la propria identità.
“Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l’opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libertà sovrana del popolo italiano”. Con queste parole, Giacomo Matteotti affrontò il parlamento il 30 maggio del 1924 e pochi giorni dopo fu rapito e assassinato proprio dal regime fascista che combatteva con tutte le sue forze. Attraverso gli occhi della giovanissima domestica della famiglia e di un garzone di fornaio, personaggi di fantasia, i giovani lettori possono seguire il racconto della vita quotidiana della famiglia di Matteotti e insieme i passaggi che hanno portato al suo omicidio.
Immagini delicate accompagnano la storia di Polly, dalla trepidante attesa della sua nascita da parte dei genitori alla scoperta che il suo sesso non è ben determinato. Con il sostegno dei medici, i due sceglieranno per Polly il sesso maschile. E così crescerà, subendo interventi invasivi e sempre nell’incertezza. Non si sente maschio ma neanche femmina e, da grande, si trova a combattere contro il conformismo e la necessità di classificare tutto. “Polly fluttua, lui-lei è bello-bella da vedere, fluttuante. Polly fluttua, incerto, incerta, senza fissa identità. È Polly […] poiché apparteniamo – di certo – a un mondo in cui dobbiamo decidere, definire, determinare, mettere in ordine, organizzare, classificare, ma questi verbi lì scivolano via dalle mani minute di Polly come fossero pesciolini”.