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Autore: Annalisa Brunelli

Pedagogia speciale: questioni epistemologiche

Una riflessione sul ruolo della pedagogia speciale che anticipa e orienta il dibattito educativo, a partire dall’analisi delle difficoltà e delle diversità per giungere al loro superamento in una rilettura che ne riconosce il valore e la ricchezza per tutti.

La principessa che stava sempre seduta

“Da tempo il Re e la Regina aspettavano un erede e, quando nacque la principessa, il loro cuore traboccò d gioia”. Inizia nel più classico dei modi la storia di Elisa, principessa desiderata e amatissima che però non può camminare e sfoga la sua frustrazione pretendendo ubbidienza assoluta e risposta immediata a tutti i suoi capricci. Seguendo il ritmo di una fiaba, la storia di Elisa prosegue con la comparsa di un misterioso venditore di tappeti e i sogni nelle notti di luna piena e ci conduce ad un finale realistico che parla di presa di coscienza e accettazione.

La ragazza che legge le nuvole

Leela, dopo la morte della nonna e il trasferimento negli Stati Uniti insieme alla famiglia, deve fare i conti con una realtà ben diversa da quella che ha lasciato nella cittadina dell’India da cui proviene. Non tutti si dimostrano amichevoli con loro e la scuola si rivela un luogo duro in cui il bullismo e i pregiudizi sono molto difficili da combattere. Eppure Leela non si arrende e riesce a trovare la strada giusta per spezzare un meccanismo ormai consolidato e le soluzioni che trova possono parlare anche a quanti fra i giovani lettori si trovano a vivere esperienze simili e faticano a trovare il coraggio per parlarne.

E’ una parola

“Sentirsi simili anche quando siamo diversi, non preoccuparsi del proprio aspetto” sono le prime riflessioni di questo bell’albo illustrato che ci accompagna in un viaggio tra sentimenti, sensazioni, immagini evocative per giungere a “sentirsi piccoli piccoli in un abbraccio grande grande”. Un viaggio alla riscoperta dell’amicizia, quella vera.

 

Affrontare la malattia e il lutto

“Il fatto che i bambini affrontino la morte diversamente dagli adulti non significa che non la affrontino e non la patiscano, e non esonera gli adulti dal compito di rispondere alle loro domande e di accompagnarli nei loro ragionamenti. Basterà lasciare al bambino il tempo per fare domande, anche se le domande ci possono sorprendere, ci appaiono bizzarre, magari irriverenti”. In prospettiva psicoanalitica, la raccolta di scritti aiuta ad affrontare un’esperienza traumatica quale la morte di una persona cara o la malattia e l’ospedalizzazione, dando utili suggerimenti per i bambini e anche per i loro genitori.