Il pallone del tiranno
Arpad Weisz, Matthias Sindelar, Nikolai Starostin e Alfredo Di Stefano. Quattro grandi del mondo del calcio, quattro storie emblematiche che oltrepassano il mondo dello sport e si intrecciano strettamente con la Storia. Quattro biografie che ci riportano ai tempi del grande Bologna all’epoca del fascismo, all’occupazione nazista dell’Austria e alla rivoluzione di ottobre e al dominio di Stalin fino alla dittatura di Franco.


Carlo ed Eric hanno dodici anni, sono nella stessa classe ma non si possono sopportare tanto che arrivano a fare a botte. Convocati dalla preside, scoprono che la loro punizione sarà quella di entrare a far parte di una squadra sportiva e mettercela tutta per ottenere dei buoni risultati. Niente di strano salvo il fatto che entrambi i ragazzi sono ciechi e dovranno giocare a torball, con un pallone sonoro nel più assoluto silenzio degli spettatori. Un bel romanzo che riesce a rendere partecipi e aiuta a capire che anche le persone prive della vista hanno altri strumenti per essere autonomi.
Il quaderno racconta cosa è avvenuto nei paesi intorno a Monte Sole nel 1944 attraverso schede e fotografie mentre il testo è stato tutto tradotto in simboli per permettere di conoscere queste vicende anche a chi ha particolari difficoltà di comunicazione, secondo le indicazioni della Comunicazione Aumentativa.
Il quaderno fa parte dei progetti tesi a conservare e trasmettere memoria, soprattutto ai più giovani, di una stagione drammatica della storia italiana. Per permettere di conoscere queste vicende anche a chi ha particolari difficoltà di comunicazione, la narrazione è stata totalmente tradotta in simboli, secondo le indicazioni della Comunicazione Aumentativa.
Lucertola è rimasta senza coda e giaguaro sta perdendo il suo bel pelo maculato. Così confidano il loro sconforto a gufo e agli altri animali che sapranno trovare un rimedio, lasciando intendere però che ci sono cose che si possono sistemare e altre per cui si possono trovare soluzioni alternative, sempre nell’accettazione dell’unicità di ciascuno.