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Autore: Annalisa Brunelli

Una mente in frammenti

Una riflessione approfondita da parte di un medico che ha anche una diagnosi di ADHD ed è padre di figli con la stessa diagnosi. Un’analisi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività che ne ripercorre le origini e il processo terapeutico nella convinzione che sia fondamentale acquisire maggiore consapevolezza delle modalità con cui si relazionano genitore e bambino per poter promuovere lo sviluppo emotivo e cognitivo ed essere di aiuto a entrambi.

Guida galattica per persone autistiche

“Questo è un libro per persone con esperienza di autismo che vogliano imparare a capire meglio le persone comuni. Il mondo delle persone comuni è bizzarro, e tuttavia è raro che queste pensino a sé stesse in termini di anomalia. […] Noi autistici non siamo giudicati e compresi in modo equo, anche se dovremmo esserlo. Per vivere nel mondo, dobbiamo adattarci. Questo perché ci sono molti più neurotipici di noi […] per ottenere il massimo dalla vita è necessario relazionarsi con il loro funzionamento, perché la maggior parte degli insegnanti, degli amici, dei colleghi, dei datori di lavoro, dei vicini e degli altri conoscenti che incontrerai saranno neurotipici. Interazioni più fluide con loro possono facilitarti nell’ottenere la vita che desideri. Non significa dover cambiare o cercare di diventare qualcuno che non sei, solo dover essere preparato a ciò che ti aspetta”.

La bambina con la grande mano verde

Lenore è nata con una grande mano verde. Per fortuna è la mano sinistra e può nasconderla sotto una sciarpa di lana. “Ogni notte sognava tutte le cose che avrebbe fatto se soltanto non avesse avuto quella GRANDE mano verde”. Quando si trasferisce teme che i nuovi compagni di scuola si accorgano della sua mano e che la prendano in giro. Mentre si prepara ad affrontare il primo giorno nella nuova scuola, la mano verde comincia a parlarle e le mostra le cose da un altro punto di vista. “C’era una volta una stupenda mano verde che era nata con una piccola escrescenza rosa” …

Il colore dei nostri giorni

“Ieri papà ha picchiato la mamma. Era un giorno normale, reso plumbeo soltanto dal colore del cielo e dalle urla. Un giorno grigio. Grigio come il cuore degli indifferenti”. Dalla voce di Lyra, quindici anni, scaturisce un racconto di violenze subite, di silenzi e di richieste di aiuto arrivate troppo tardi. Un piccolo libro prezioso che porge una mano a quante non riescono a trovare il coraggio e le risorse necessarie per salvarsi e. spesso, vengono ignorate da chi sfiora la loro vita ma allontana lo sguardo.

Salto mortale

“Io gli altri bambini non li sopporto. Quasi li odio. Li odio perché ti guardano negli occhi, perché fanno correre le macchinine per terra invece di girare le ruote, perché dicono frasi lunghe e complesse […] non sopporto quello che vedo. Durante la festa di Natale me ne sto in un angolo a osservare il mio fratellino, che è autistico. È così chiaramente, innegabilmente, incredibilmente autistico che non riesco a respirare. È tutto quello che c’era scritto sulla relazione dello specialista […] e in questo preciso momento mi sembra che l’autismo se lo sia inghiottito, e non vedo altro […] Penso a Eiki perché non sopporto che la gente parli di mio fratello. Non sopporto che la gente sia cattiva con lui, solo perché ha la possibilità di farlo. Perché lui non è in grado di difendersi. Ma soprattutto penso a quando mi vergogno di lui […] E odio vergognarmi di lui. Perché lui è Eiki ed è meraviglioso. Eppure mi vergogno un casino”. È Álfur che racconta di sé, dei suoi desideri e dei suoi sogni mentre la famiglia pare affondare dopo la diagnosi di autismo del fratellino che lui non accetta per niente ma di cui non riesce a parlare neanche con il suo miglior amico. Sarà un percorso doloroso quello che lo porterà a capire e ad amare il piccolo per quello che è.